«Percorso di dedizione e passione»
Giuseppe Sedda è componidori per il Gremio dei Falegnami: «È un po’ come arrivare alla laurea»
ORISTANO. Tutto scorre in maniera diversa e persino la percezione del tempo cambia. Gli attimi durano più a lungo, si riempiono di sfumature che la quotidianità cancella. La lunghezza dei giorni sembra infinita, poi arriva il momento dell’esplosione delle emozioni e quegli attimi prendono la forma con cui la mente aveva tentato di plasmarli. Quel che è stato nelle ventitrè sartiglie precedenti non conta più. Giuseppe Sedda sa che quella che l’attende martedì sarà diversa. A 48 anni è il componidori del gremio dei falegnami e nel nome di San Giuseppe attende il momento in cui il volto assume le sembianze inumane di una maschera che fissa il momento di una vita.
«È cambiato tutto – racconta alla vigilia della prima Sartiglia di quest’anno, mentre scruta l’orizzonte che lo porterà sul palcoscenico di martedì da attore protagonista –. È l’epilogo di tutto quel che si è costruito con passione e dedizione negli anni passati tra scuderie e pista». È il giorno in cui tutto si sublima e raggiunge il vertice. «Poter fare il componidori – spiega Giuseppe Sedda – è come la laurea del cavaliere della Sartiglia. È una fortuna che bisogna godersi e dimostrare di aver meritato senza stare a chiedersi ora del perché proprio io sia stato scelto. Il capocorsa è solo l’esecutore di un disegno che altri per lui hanno pensato».
I primi tratti di quel quadro sono comparsi sulla tela della giostra in luoghi distanti da via Duomo e piazza Roma. Su strade sterrate è iniziato il lungo cammino di preparazione «percorso insieme a due compagni eccezionali attraverso un allenamento quotidiano che ha nell’addestramento dei cavalli e nel trovare l’affiatamento il vero obiettivo».
Ripetizioni di gesti, posture da mantenere in sella, cenni d’intesa che andranno colti anche dietro la maschera che copre il volto dell’uomo che col suo velo incanta Oristano. Oggi assaggerà la sabbia che copre l’asfalto, farà la conoscenza con l’onda del pubblico esultante per le stelle infilzata dai suoi eroi. Poi prenderà la via di casa e manderà avanti le lancette del suo orologio che lo catapulterà direttamente sul martedì del carnevale. Sarà il suo giorno, un giorno da componidori, quello giusto per scattare l’ultima fotografia della grande festa e lasciarla lì impressa nella memoria. Uguale a tanti altri scatti di macchine fotografiche, unica nel ricordo di chi era dentro l’immagine.
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