La Nuova Sardegna

Oristano

il clima

Una vigilia di rilassata attesa

di Michela Cuccu
Una vigilia di rilassata attesa

Ultimi preparativi in un centro chiuso al traffico delle auto

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ORISTANO. In mezzo all’asfalto di via Tirso c’è una mamma sorridente che spinge, lenta, un passeggino. Al di là di polemiche e timori e i comprensibili disagi, per chiusura al traffico di tante strade, anche importanti, ieri in centro si respirava un clima rilassato. Niente automobili e oristanesi a piedi che una volta tanto, possono confondersi con i turisti che non mancano mai all’appuntamento con la Sartiglia. Sono proprio i “locali” i più curiosi e desiderosi di vedere «cosa offre la città» e fin dall’apertura, visitano i padiglioni di Mediterranea, la rassegna delle produzioni di qualità organizzata dalla Camera di Commercio. La sorpresa più bella, è stata poter entrare a Palazzo Paderi e ammirare il soffitto appena restaurato. Per tanti è stata la prima volta: «L’ho sempre visto chiuso, immaginavo un luogo abbandonato e cadente. Adesso è splendido», commenta qualcuno.

In via Duomo, c’è chi attende di assistere alla rappresentazione medioevale organizzata per la mattina, operai e tecnici mettono a punto gli ultimi dettagli lungo i percorsi. Fra gli ambulanti indaffarati ad allestire le bancarelle e i passanti che si soffermano davanti ai maxi schermi a guardare lo scorrere delle immagini delle Sartiglie degli anni precedenti.

Qualche ritardatario si reca agli sportelli della Fondazione per acquistare i biglietti in tribuna e poter assistere alla corsa seduto comodamente. Qualche pariglia di sartiglianti compie l’ultimo giro di perlustrazione. Lungo le piste di via Duomo e Mazzini, qualcuno attraversa la pista soffice e asciutta di sabbia dove fra poche ore ci saranno le discese. Non è comodo camminarci e il parroco che “taglia” sotto le tribune del Duomo, solleva la tonaca: sa che altrimenti, la imbratterà di terra.

I negozi del centro si sono messi l’abito della festa: le vetrine sono allegre, molte allestite con i simboli della manifestazione. Anche attorno ai ristoranti c’è un gran daffare. I turisti, soprattutto gli stranieri sono soddisfatti. Visitano chiese e musei, scattano migliaia di fotografie, chiedono, si informano: «Dov’è e cos’è il villaggio Sartiglia? Perché lo chiamate così?» quando arrivano in piazza Cova hanno un’espressione di piacere per i profumi dei cibi caratteristici, fritture dolci e altro, che sono parte identitaria della festa. Molti di loro si fermano davanti ai negozi, entrano e acquistano qualcosa che al loro rientro possa ricordare di quella vacanza in Sardegna fatta d’inverno, non al mare ma in una città antica e accogliente.

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