La Nuova Sardegna

Oristano

Il gran giorno del gremio dei falegnami

di Enrico Carta
Il gran giorno del gremio dei falegnami

La manifestazione si conclude con la seconda giostra. Il Componidori Giuseppe Sedda in sella per guidare il corteo

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ORISTANO. Come un concerto. La seconda esibizione dell’orchestra che ripete lo spartito già suonato meravigliosamente due giorni fa, eseguirà le stesse musiche. Metterà in sequenza le stesse note, ma l’esito sarà del tutto diverso. Dovrebbe essere uguale a domenica, martedì invece un è altro giorno in cui nulla è com’è stato. Dopo l’abbuffata di sole, dovrebbe forse arrivare qualche goccia di pioggia durante le ultime ore della mattina. Poca, dicono le previsioni, ma non rovinerà la seconda festa.

Si apre il sipario sull’ultima giornata di Sartiglia. Chiusa con 24 stelle quella dei Contadini, tocca oggi ai Falegnami. Da un gremio all’altro, da un componidori all’altro. Passata in gloria la straordinaria esibizione di Sergio Ledda alla guida del gruppone dei centoventi cavalieri e dei loro splendidi destrieri, è Giuseppe Sedda che va a caccia dell’onore che la giostra concede solo ai migliori. Porta con sè anche gli oneri per essere l’uomo che Mauro Licheri, su majorale en cabo del gremio di San Giuseppe, ha scelto per il ruolo di capocorsa. Avrà al suo fianco Attilio Balduzzi e Andrea Brai, su segundu e su terzu. Sono i cavalieri che lo accompagneranno nell’impresa che chiude il sipario sul carnevale più bello della Sardegna.

E allora la grande esibizione attende solo le note finali perché il pubblico possa sciogliersi nell’applauso che saluta i musicisti capaci di suonare alla perfezione la melodia. A mezzogiorno Casa Pruneddu in via Solferino accoglierà il primo momento solenne. Inizia la vestizione del cavaliere pronto a mutare le sue sembianze in Componidori. Poi la breve e lenta marcia trionfale verso via Duomo per la corsa alla stella il cui inizio è previsto per le 13.30. Circa tre ore più tardi inizierà la corsa delle pariglie, ultima scarica di adrenalina prima di assaporare il gusto dolce amaro della festa che finisce, sapendo però che ce n’è un’altra che si affaccerà appena dodici mesi più tardi.

L’ultimo atto, col buio ormai dominante lungo il percorso, lo si scriverà nuovamente in via Solferino quando la maschera torna nella teca del gremio dei falegnami. Resterà la sabbia ancora per qualche ora, anche quella in più che ieri è stata sparsa nel tratto della fontana di piazza Roma, dove non era stata messa nei giorni scorsi. Domenica qualche cavallo è scivolato in quel punto, ma fortunatamente senza alcuna conseguenza fisica. «È stata una dimenticanza e alzo le mani», ammette il responsabile del percorso Filippo Uras. Può succedere, l’importante è rimediare ed evitare di ripetere l’errore. Del resto è stato l’unico disguido di una macchina che ha camminato in maniera perfetta, senza un solo scricchiolio. Oggi tocca di nuovo alle stelle.

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