«Lavoro di squadra per la sicurezza»
ORISTANO. Dare a tutti i cittadini la maggiore sicurezza possibile, ma anche continuare a garantire, con massima determinazione, i loro diritti e la loro libertà. Sono gli obiettivi che guideranno...
ORISTANO. Dare a tutti i cittadini la maggiore sicurezza possibile, ma anche continuare a garantire, con massima determinazione, i loro diritti e la loro libertà.
Sono gli obiettivi che guideranno il mandato del nuovo questore di Oristano, Giovanni Aliquò, che ha preso possesso del suo incarico ieri mattina. Tra i primi atti, la deposizione di una corona di fiori davanti alla lapide che nell’atrio della Questura ricorda i caduti della Polizia di Stato e gli incontri col prefetto Giuseppe Guetta, anche lui appena insediato, e col sindaco Guido Tendas.
Gli incontri con le autorità civili, militari e religiose della provincia proseguiranno oggi e nei prossimi giorni. Nel corso di un incontro con la stampa, il dottor Aliquò si è detto «onorato della nomina a questore di Oristano, una sede dove storia, cultura, tradizioni, ambiente e bellezza si coniugano mirabilmente».
Giovanni Aliquò, 56 anni, originario della Sicilia, conosce bene la Sardegna e la sua realtà, perché nel 1992 ha diretto il Commissariato di Gavoi. A Oristano arriva con un curriculum di tutto rispetto: incarichi alla Direzione investigativa antimafia e al Dipartimento della Pubblica sicurezza, al direzione del Compartimento polizia ferroviaria per la Puglia, la Basilicata e il Molise e poi ancora il Corso di Alta formazione della Scuola di perfezionamento per le forze di polizia e dal 2014 a due giorni fa le funzioni di ispettore generale all'Ufficio centrale ispettivo del Dipartimento della pubblica sicurezza.
Per raggiungere gli obiettivi dichiarati, il nuovo questore ha spiegato che punterà a un grosso lavoro di squadra con tutte le istituzioni, le organizzazioni sociali e gli enti, statali e non, che operano sul territorio. Con una particolare attenzione ai sindaci, che ha detto di voler incontrare e conoscere personalmente, specialmente quelli che amministrano paesi dove non c’è alcun presidio dello Stato.
Parlando con i giornalisti, il dottor Aliquò ha voluto sottolineare il grande lavoro di prevenzione coordinato dal suo predecessore Francesco Di Ruberto per garantire lo svolgimento della Sartiglia nelle condizioni di massima sicurezza possibile. I risultati, ha detto, sono nei numeri. Solo tre o quattro i giovani arrivati al Pronto soccorso quest'anno in stato di coma etilico rispetto agli 11 del 2016. Un solo furto quest'anno (in un negozio) e una sola lite (con percosse) rispetto ai due furti, al danneggiamento di un’auto e alle sette liti, alcune con lesioni, registrati in occasione della Sartiglia del 2016. (fgp)
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