Bosa, le tariffe comunali non aumentano
Il consiglio comunale ha anche varato il bilancio triennale di previsione e definito nuove vendite
BOSA. Intenso pomeriggio di lavoro per il consiglio comunale, che lunedì ha affrontato dalle 17.30 due dei temi nevralgici del percorso amministrativo in riva al Temo: il documento unico di programmazione ed il bilancio di previsione per il triennio 2017-2019. Strumento quest'ultimo che permette, dopo l'approvazione, di uscire dai vincoli della gestione straordinaria dei fondi a disposizione. L'assemblea inoltre ha valutato le tariffe Tasi, Imu e Tarsu per il 2017, senza novità visto che vengono confermate le percentuali del 2016, e aggiornato il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, da cui scaturisce qualche interessante spunto di riflessione in aula. Per quanto riguarda il Dup la bozza era già stata presa in esame mesi fa, prima della clamorosa rottura che sul metodo di elaborazione del documento aveva portato il Partito dei Sardi ad abbandonare la maggioranza. «L'impianto resta immutato, se non per alcuni aggiornamenti e precisazioni», spiega il sindaco Luigi Mastino nel presentare il Dup, richiamando a questioni legate a verde pubblico, rimozione amianto, beni pubblici da avviare all'affidamento (come quello di Pianu ’e Murtas) o lavori pubblici (nella chiesa di Santa Maria degli Angeli ai Cappuccini). Nelle dichiarazioni di voto dai banchi di Per Bosa Piero Franco Casula, unico esponente delle minoranze presente, annuncia voto di astensione, ma richiama prima ad alcune parti della sezione operativa del documento. Fra queste la destinazione d'uso dello stabile di Sa Costa restaurato con i fondi Manos de Oro, il porticciolo di San Pietro, l'intenzione della maggioranza di dare corso ad un bando internazionale per la gestione del castello «che spero tenga conto delle professionalità che hanno permesso la fruizione di questo bene negli anni», rimarca Casula. Che richiama anche alla volontà, espressa nel piano alienazioni, di vendere la struttura della ex scuola elementare di via don Sturzo a Bosa Marina, per destinarla ad appartamenti di edilizia pubblica residenziale. «Una soluzione su cui non concordo, perché la linea di tendenza generale è di evitare la nascita di questo tipo di agglomerati, con altre possibili soluzioni. Mentre il caseggiato potrebbe diventare sede di una scuola regionale di protezione civile», suggerisce l'ex sindaco. «La vendita, contando che Area è disponibile all'acquisto, consentirebbe al Comune di respirare economicamente, nelle more di una vertenza che sta per arrivare a conclusione, e che potrebbe costare non pochi sacrifici considerato il valore del possibile risarcimento ai privati sulle aree della zona di Santa Giusta. Una spada di Damocle a cui possiamo fare fronte proprio con i fondi in arrivo dalla vendita del caseggiato di Bosa Marina», replica però il primo cittadino Luigi Mastino.
Alessandro Farina
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
