La Nuova Sardegna

Oristano

Sartiglia e turismo, in cerca della ricetta

di Roberto Petretto
Sartiglia e turismo, in cerca della ricetta

I giapponesi arrivano tramite un tour operator di Porto Torres: «Contatti con gli organizzatori? Solo per i biglietti»

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ORISTANO. Qualcuno li avrà notati, tra la folla della Sartiglia, minuti, silenziosi e discreti: un gruppetto di turisti giapponesi, un po’ spaesati in mezzo alla confusione. Non sono arrivati sin qui a caso, ma guidati da un tour operator di Porto Torres, la Agenzie Marittime Sarde. L’amministratore della società è Alessandra Viezzo, figlia d’arte, che ha portato avanti il lavoro del padre e che ora vende il “prodotto Sardegna” in giro per il mondo. «Esclusivamente sul mercato estero», precisa senza un’ombra di supponenza, ma con un po’ di rammarico. Alessandra Viezzo, insieme al suo staff, è responsabile della presenza di turisti giapponesi alla Sartiglia. «Una presenza consolidata negli anni - racconta -. È ormai da diverso tempo che un’agenzia giapponese si rivolge a noi per eventi legati alla tradizione e al folclore».

Da quando la Sartiglia è uscita dallo stretto ambito cittadino, si parla della manifestazione del carnevale oristanese come possibile “prodotto” turistico. Un prodotto che sembra avere un certo appeal, anche se la mancanza di un organismo che coordini le varie iniziative sembra farsi sentire.

I numeri sono incoraggiante. Poco prima della manifestazione La Nuova ha pubblicato i dati relativi al 2015 e al 2016: nelle strutture alberghiere della città, nei giorni clou della manifestazione, si registra un’impennata di presenze. Ma i tour operator agiscono prevalentemente in ordine sparso, senza una regia che decida su quali mercati puntare. «Noi abbiamo questo rapporto privilegiato con il Giappone - dice ancora Alessandra Viezzo -, ma non solo. Anche con paesi d’Europa. Mi risulta che quest’anno ci fossero dei gruppi da Israele, anche se non sono passati attraverso noi. In ogni caso il Giappone non offre numeri grandissimi. Si tratta, quasi sempre di piccoli gruppi, di dieci-quindici persone, che però richiedono un’attenzione particolare: cercano una qualità dell’assistenza molto alta. Magari arrivano in Sardegna allungando una permanenza iniziata in altre località».

La presenza dei giapponesi è costante da diversi anni, ma anche da altri paesi non manca l’interesse per la Sartiglia. Può essere ciclico, anche per effetto dei costi, però esiste e forse è poco sfruttato.

Al di là dei numeri sulle presenze nei giorni e nella settimana della Sartiglia, sarebbe utile monitorare la provenienza degli ospiti e i canali attraverso i quali sono arrivati sino a Oristano. Giusto per valutare le politiche di promozione messe in piedi dalla Fondazione hanno un riscontro pratico sui mercati alle quali sono state destinate.

«Per quanto ci riguarda - dice ancora Alessandra Viazzo - l’unico rapporto che abbiamo con gli organizzatori della Sartiglia è quello che si verifica quando acquistiamo i biglietti per i nostri ospiti».

Un problema che riguarda anche le altre attrattive culturali, archeologiche, storiche e monumentali della provincia. In primo luogo i Giganti di Mont’e Prama, anche se ora qualcosa potrebbe cambiare: la Regione ha varato un piano di Comunicazione (del quale non si conoscono ancora i contenuti) e il Comune ha istituito il Destination management organisation che dovrà curare, con l’Unione dei Comuni, l’aspetto promozionale dei Giganti di Mont’e Prama.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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