Bosa, dopo un anno dall’assegnazione non può avere la casa
Disabile resta senza l’alloggio Area a causa della burocrazia E intanto la famiglia Caddeo è ancora senza un tetto
BOSA. Mentre la famiglia Caddeo lotta, anche con azioni eclatanti, per trovare un alloggio d’emergenza dopo aver dovuto lasciare per ragioni di sicurezza un vecchio stabile ormai inagibile, a Bosa un disabile a cui è stato assegnato un appartamento di edilizia pubblica residenziale attende da quasi un anno di entrare nell’alloggio Area a cui ha diritto, nel rione Terridi. «Vivo da quattro anni in un appartamento di proprietà di mio fratello, al primo piano di una palazzina del centro storico di Bosa. Che devo lasciare al più presto, perché la mia disabilità si è aggravata e per affrontare la rampa di scale per accedere alla casa devo richiedere sempre l’aiuto di qualcuno. Senza contare che mio fratello deve rientrare in possesso di quella casa in tempi rapidi» premette il suo malgrado protagonista di questa storia, Silvano Murgia. «L’assegnazione dell’alloggio Area nel rione Terridi risale al primo aprile 2016», ma passano i mesi e a tutt’oggi l’uomo vive ancora nella casa del fratello, perché l’appartamento non gli è stato consegnato. «Nelle scorse settimane sono andato in Comune per cercare di capire le ragioni di questo pesante ritardo, e mi è stato riferito che ci sarebbero problemi per l’accatastamento dell’immobile o comunque burocratici. Lo scorso 22 febbraio il sindaco ha quindi inviato all’amministratore unico di Area una lettera in cui chiedeva che la questione venisse risolta con la massima urgenza», spiega il disabile. Che si augura che tutto possa concludersi tempestivamente e quindi di prendere finalmente possesso della nuova e più agevole soluzione abitativa. «Quando mi venne assegnato l’appartamento Area chiesi, per ragioni legate al mio stato, che alla vasca da bagno venisse sostituito un piatto doccia. Ora sono anche disposto, malgrado si tratti di un sacrificio finanziario di non poco conto per me, a far eseguire questa modifica a mie spese, previo nulla osta dall’ente, basta che mi consegnino l’alloggio» conclude Silvano Murgia. Per quanto riguarda la vicenda della famiglia di Alfonso Caddeo, che insieme ai congiunti ha dovuto lasciare nei giorni scorsi una abitazione di via Muraglia Vecchia perché dichiarata inagibile, la moglie dell’uomo si è sdraiata con una coperta all’ingresso del Comune di Bosa martedì mattina, attirando l’attenzione dei numerosi frequentatori del mercatino settimanale. «Ora viviamo in un magazzino, senza luce e servizi igienici», le drammatiche considerazioni che hanno spinto al gesto eclatante. «Stiamo facendo il possibile per trovare una soluzione. Non c’è disponibilità di case in affitto e neanche di assegnare un appartamento Area. Stiamo valutando però un’altra via d’uscita, che possa permettere concretamente a questa famiglia di avere un tetto sopra la testa» afferma l’assessore ai servizi sociali Salvatore Fois.
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