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Oristano

Provincia operativa ma senza soldi: Ghisu (Pd) attacca

Provincia operativa ma senza soldi: Ghisu (Pd) attacca

«L’ente intermedio finanzia Roma, non viceversa» All’appello mancano diversi milioni di euro: servizi fermi

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ORISTANO. «Siamo al paradosso che è la Provincia a finanziare il governo centrale e non viceversa. L’ente intermedio ha ancora competenze su viabilità, ambiente ed edilizia scolastica, ma non può esercitarle in mancanza di fondi. E come se non bastasse la legge che abroga le Province è vecchia, va riformata».

Battista Ghisu, ex consigliere provinciale del Pd e responsabile enti locali, mette il dito sulla piaga di una emergenza istituzionale non ancora risolta, e lo fa con esempi concreti. «Le strade sono senza manutenzione e insicure, le scuole cadono a pezzi e la Provincia di Oristano non può inviare gli operai della Società di servizi in House (SPO) perché non ci sono soldi. Il contratto di servizio è fermo perché privo di copertura finanziaria stimata nelle previsioni di bilancio in 2 milioni e 20 mila euro. Gli operai sono preoccupati e a spasso e rischiano di restare senza stipendio e con il rischio di un licenziamento. Una situazione paradossale che la Regione deve affrontare perché gli sconti che il Governo ha praticato sui prelievi forzosi agli enti locali non incidono minimamente sulla Provincia di Oristano in quanto la quota richiesta è di quasi 17 milioni di euro».

Secondo Ghisu la notizia che arriva dalla Corte Costituzionale con l’accoglimento di un ricorso contro le leggi della Regione Piemonte in materia di Province incide in maniera significativa sui tagli imposti dal Governo.

«In realtà la sentenza della Consulta – continua – è un vero atto d'accusa contro la sciagurata legge di riordino delle Province fatta a livello nazionale che necessariamente anche la Sardegna sarà obbligata a rimetterci mano perché abbondantemente superata con il referendum del dicembre 2016 che ha riconfermato come le Province storiche restino nella Costituzione: per questo è lo Stato ad essere obbligato a finanziarle e non a falcidiarle con prelievi forzosi che impediscono di garantire i servizi obbligatori spettanti ai cittadini». Ghisu ricorda come dal fondo unico regionale nella Provincia di Oristano entrano 6 milioni di euro, più 2 di addizionale e 1 milione proveniente dai tributi Tarsu dei Comuni. «Altro non c'è e questi soldi servono a pagare gli stipendi dei 150 dipendenti dell'organico provinciale, già ridotto di 100 unità in questi anni, altrimenti la situazione finanziaria sarebbe ancora più disastrosa. I servizi ai cittadini non posso essere garantiti con il rischio evidente di contenziosi penali e civili a carico dell'amministrazione. A mio avviso la Regione Sardegna in sede di bilancio 2017 deve provvedere a tappare le falle di questa situazione occupandosi di aumentare la dotazione finanziaria delle Province sarde alle quali sono state attribuite, per legge nazionale e regionale, competenze obbligatorie; la Regione si deve occupare con urgenza dei lavoratori delle società in House e finanziarle a regime». Ghisu lancia la proposta di un ricorso alla Corte costituzionale come ha fatto la Regione Piemonte. «In alternativa, si scelga la strada del Tar».

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