Casa di riposo, nuovo giorno di protesta
Ghilarza, gli ex lavoratori contestano il nuovo bando del Comune che invece difende il suo operato
GHILARZA. Ex lavoratori e sindacato hanno rotto la tregua in polemica con il Comune per i correttivi apportati alla nuova procedura di affidamento della casa di riposo. Il malcontento sfocerà in una nuova manifestazione di protesta che martedì porterà a Ghilarza il vicesegretario nazionale della Cgil, Nino Baseotto.
La mobilitazione è ripresa ieri in municipio, dove si è tenuta una riunione fiume tra i ventiquattro disoccupati, il segretario generale della confederazione di Oristano della Cgil, Piero Luigi Medde, e la responsabile della Funzione pubblica, Maria Rosa Setzu. Il consesso ha esaminato punto per punto il capitolato d’appalto rivisto e corretto dall’ufficio dei Servizi sociali sulla base degli indirizzi forniti dall’organo esecutivo. Ma è proprio in questo passaggio che secondo i promotori della protesta si anniderebbero le responsabilità di una serie di modifiche a loro giudizio peggiorative.
«Gli uffici non hanno recepito le indicazioni della giunta – ha affermato Maria Rosa Setzu –. È un bando capestro. Se è vero che l’amministrazione comunale, come ha sempre sostenuto, vuole evitare la chiusura della struttura, trovi una soluzione. Il capitolato è pieno di orpelli ingiustificati a cominciare da alcune delle qualifiche richieste alle figure dei cuochi e del coordinatore. Sono aspetti che competono al futuro gestore». Ma il passaggio più deludente per la Cgil oristanese è quello relativo all’importo di base d’asta. «L’ufficio dei Servizi sociali doveva mantenere lo stesso quadro economico e invece l’ha decurtato malamente peggiorando la situazione», è la conclusione della Setzu.
Il sindaco ha difeso l’operato degli uffici e ha cercato di stempare i toni della polemica. «Non sono preoccupato per la chiusura della casa di riposo, ma della situazione dei lavoratori. Vorrei si creasse il clima giusto perché possano riprendere a lavorare», ha detto Alessandro Defrassu, che a proposito del bando ha specificato: «L’importo a base d’asta non può essere incrementato perché non può essere aumentata la retta agli utenti e dunque in proporzione è rimasto invariato. Quanto alle qualifiche, sono quelle stabilite per legge, averle specificate favorisce anzi il reintegro di tutte le unità lavorative».
Intanto martedì gli ex lavoratori si metteranno in marcia per reclamare il diritto al lavoro. Il corteo partirà dalla comunità alloggio, sfilerà davanti al municipio e arriverà alla Casa Aragonese, dove a mezzogiorno si terrà un’assemblea pubblica proprio con Nino Baseotto.
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