La Nuova Sardegna

Oristano

Il saluto di Tendas: «Conosco il limite»

di Enrico Carta
Il saluto di Tendas: «Conosco il limite»

Il sindaco annuncia che non cercherà il bis: «Ha sbagliato chi se n’è andato, ha vinto chi è rimasto in maggioranza»

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ORISTANO. Capolinea, gente. Siamo ai saluti finali. A 67 anni e dopo cinque passati alla guida della giunta, Guido Tendas si appresta a chiudere il sipario sulla sua esperienza tra i palazzi di piazza Eleonora. Gli restano alcune “incombenze” da sbrigare, come l’approvazione del Piano particolareggiato per il centro storico, ma per il resto la sua avventura è chiusa. Da buon aristotelico dice: «Conosco il senso del limite e alla mia età, dopo una legislatura faticosa e per via di impegni personali che vanno al di là della politica, è arrivato il momento di cedere il passo. Resto nel partito, parteciperò attivamente alla campagna elettorale per far sì che il mio successore sia ancora espressione della coalizione di cui fa parte il Pd. Ci sono tante cose da concludere, ma è giusto che sia una nuova generazione a farlo».

In barba ai maligni che vedevano nella sua attesa prolungata nel dare l’addio il tentativo di strappare all’ultimo una candidatura bis, il primo cittadino in carica sino alla prossima elezione non sarà il prescelto per tentare la riconferma alla guida del Comune. Guido Tendas se ne va subito dopo l’approvazione del bilancio di previsione con voti risicati e infatti le sue tirate d’orecchie sono rivolte, non già a chi sinora ha continuato a sostenerlo, ma a chi l’ha lasciato durante la traversata. In particolare ha scelto come bersaglio i consiglieri Marco Piras, Giampaolo Lilliu e Mariangela Massenti passati all’opposizione. Non li ha nominati, ma il riferimento a fatti o persone, durante alcune frasi della conferenza stampa di commiato, non era puramente casuale: «Chi se n’è andato non farà parte della coalizione di centrosinistra, perché ha scelto altre strade per interessi personali».

La stilettata è arrivata in chiusura. Prima, affiancato dal segretario cittadino del Pd Alberto Boasso, dal capogruppo in consiglio comunale Giuseppe Obinu e dagli assessori Democratici Maria Obinu ed Efisio Sanna, ha ricordato i risultati raggiunti durante la sua amministrazione, non dimenticando di fare riferimento anche ai tanti ostacoli che ci sono stati: «Quando ti mettono nell’angolo, bisogna saper incassare e aspettare il momento giusto per sferrare il pugno. L’esempio calzante è il gran lavoro fatto in pieno periodo estivo nel 2016 per ottenere il finanziamento per Oristano Est. C’era da ottenere il risultato per la città e l’abbiamo portato a casa». E sulle tante fibrillazioni che hanno agitato il cuore della maggioranza così chiosa: «La democrazia è come un grande amore. Apparentemente siamo stati una maggioranza litigiosa, ma senza la dialettica non si va avanti. È chiaro che gli errori ci sono stati, perché solo chi resta inerte non ne commette. Però tredici persone hanno saputo mantenere la barra dritta e arrivare sino alla fine della legislatura. La volta scorsa, per chi se l’è dimenticato, l’esperienza si era chiusa col fallimentare arrivo del commissario».

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