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«Opere pubbliche per 142 milioni nell’Oristanese»

«Opere pubbliche per 142 milioni nell’Oristanese»

ORISTANO. Il fronte del «no» non esiste. È strano che sia così all’interno di una consultazione referendaria dove il mondo è diviso esattamente in due: o si vota a favore del quesito referendario o...

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ORISTANO. Il fronte del «no» non esiste. È strano che sia così all’interno di una consultazione referendaria dove il mondo è diviso esattamente in due: o si vota a favore del quesito referendario o si vota contro. Eppure è proprio questo che è accaduto in questi mesi in cui i promotori del referendum per dare vita ad azioni che portino all’uscita del Comune dalla gestione di Abbanoa si sono affacciati vigorosamente sull’agone politico. Questo non significa che i contrari non esistano. In prima linea c’è proprio Abbanoa che si fa forte di tantissimi investimenti fatti per infrastrutture e opere pubbliche. Abbanoa bolla testualmente il referendum come «Inutile, alimentato esclusivamente da esigenze di politica locale, che non comporterà l’uscita da Abbanoa poiché non avrà effetti sulle modalità di affidamento del servizio idrico integrato, che è regolato da leggi nazionali e regionali. Fa specie che per sostenere argomenti inconsistenti si attacchi la più importante impresa pubblica della Sardegna, che fa investimenti per milioni di euro ammodernando e regolarizzando un sistema idrico e fognario spesso in condizioni fuori dalla legge, dando lavoro e occupazione e qualificandosi come il primo investitore dell'Isola. Proprio nell’Oristanese, solo negli ultimi tre anni, Abbanoa ha attivato investimenti quantificabili in circa 142 milioni, di cui 40 per la sola città di Oristano. Questo a testimoniare l’impegno e anche le dimensioni dello sforzo economico per far fronte allo stato delle reti e degli impianti ereditato dalle gestioni precedenti: infrastrutture vecchie di almeno 50 anni e condotte colabrodo, fatiscenti, corrose e con percentuali di dispersione altissime».

Anche l’Egas era intervenuto nella vicenda chiedendo un giudizio all’Avvocatura dello Stato, nel quale aveva espresso un parere negativo sull’inammissibilità del referendum: «Le consultazioni e i referendum devono riguardare materie di esclusiva competenza locale». Qui invece a legiferare era stata la Regione e quindi la materia non può riguardare un singolo Comune.

Lo stesso Comune, e il sindaco Tendas, avevano avanzato dei dubbi tramite il proprio ufficio legale interpellato dall’assessora al Bilancio Giuseppina Uda: l’amministrazione ha in corso due cause civili a sei zeri proprio contro Abbanoa e un’uscita dalla gestione ne annullerebbe gli effetti. L’ultima esternazione era stata del candidato sindaco Filippo Martinez che aveva accusato i promotori dell’«inutile referendum» – in particolare l’ex assessore Salvatore Ledda – in quanto sono coloro che nel 2008 avevano favorevolmente votato per l’ingresso di Oristano all’interno della gestione Abbanoa. (enrico carta)

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