La Nuova Sardegna

Oristano

Arriva il giorno delle urne, quorum a quota 13.349

di Enrico Carta
Arriva il giorno delle urne, quorum a quota 13.349

Perché la consultazione sia ritenuta valida serve il 50% più uno degli elettori Seggi aperti dalle 8 alle 20 nelle 36 sezioni tradizionali. Risultati in tarda serata

3 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. I numeri da tenere mettere nel conto sono due e il secondo dipende strettamente dal primo. Gli aventi diritto al voto sono 26mila 697. E allora bisogna ben tenere a mente la seconda cifra ovvero 13.349. È il numero magico perché rappresenta la metà più uno degli aventi diritto al voto che oggi potranno esprimere il loro parere sulla questione Abbanoa. Il quesito proposto dal referendum è il seguente e ormai lo si conosce a memoria: «Volete voi che il Comune adotti tutti gli atti ed effettui tutte le azioni necessarie affinché Oristano possa gestire direttamente il servizio idrico?».

Questo, come ben si sa, è in mano ad Abbanoa sin dal 2008, anno in cui fu sancito il passaggio di consegne. La giunta allora guidata da Angela Nonnis decise, al pari della quasi totalità dei Comuni sardi, che non era il caso di tergiversare oltre e così consegnò ad Abbanoa le chiavi della gestione dell’acqua e ovviamente di tutto l’apparato di infrastrutture che ne garantisce l’utilizzo. La fase iniziale era stata alquanto traumatica per tutti i cittadini che si trovavano per la prima volta di fronte a un servizio nuovo e soprattutto alle bollette con cui fare i conti, dal momento che l’andazzo generalizzato era di attendere i tempi della prescrizione per evitare il pagamento e il Comune non sembrava essere un buon riscossore. In più c’è da aggiunta che spesso quelle bollette presentavano cifre astronomiche basate su consumi solo ipotizzati e non reali. Il resto poi l’hanno fatto gli slacci alle utenze, a volte troppo repentini con tanto di cause in tribunale. Con l’andare del tempo però la situazione si è pressoché normalizzata, ma il tempo del referendum è arrivato ugualmente implacabile.

Cavallo di battaglia dell’opposizione in consiglio comunale in quest’ultima consiliatura, la consultazione di oggi chiamerà alle urne gli oristanesi per capire quale sia l’umore generale sul gestore del servizio idrico. La possibilità di un addio ad Abbanoa è stata accantonata da tutte le forze politiche, ma i sostenitori del «sì» ritengono che un voto compatto lancerebbe quel segnale forte attraverso il quale potrebbe partire la rivendicazione per un cambio di gestione a un consorzio di cui il Comune faccia parte.

Il fronte del «no» di fatto non esiste, ma più che altro perché chi si oppone al referendum non ne contesta la valenza del quesito in sè, per quanto i rapporti del Comune con Abbanoa siano da tempo meno tesi bensì perché ribadisce che l’uscita non è fattibile per motivi legati alla legge. Ad ogni buon conto, dalle 8 alle 20 si vota nelle 36 sezioni elettorali che sono le stesse utilizzate per qualsiasi altra consultazione. Le elettrici sono 14mila 148, gli elettori 12mila 549. L’ufficio stampa del Comune fornirà i dati dell’affluenza delle 12 e delle 17 e già quelli saranno molto indicativi.

Perché l’esito della consultazione sia valido dovrà infatti votare il 50% più uno degli aventi diritto, altrimenti il referendum non verrà approvato. Se si otterrà il quorum, il consiglio comunale dovrà poi pronunciarsi entro trenta giorni dalla proclamazione dei risultati. Sarà chiamato a esprimersi sia se intende conformarsi al risultato di essa, indicando i provvedimenti e i tempi di attuazione di ciò che dal voto è stato deciso, sia se intende discostarsi dall’esito delle urne. In quest’ultimo caso il mancato recepimento delle indicazioni referendarie deve essere assunto dal consiglio comunale con deliberazione motivata. Ai posteri l’ardua sentenza. La prima la regalano le urne già oggi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative