Parassiti e divieti mettono in pericolo la produzione di miele
In provincia 300 apicoltori, una ventina i professionali Una cimice minaccia la fioritura degli alberi di eucalyptus
ORISTANO. Apicoltori di nuovo in guerra. Una guerra biologica, quella che vorrebbero combattere, per sconfiggere l’ennesimo parassita arrivato da lontano e che rischia di decimare gli eucalipteti. Appunto gli eucalyptus, dai cui fiori, le api traggono uno dei mieli più preziosi e ricercati. La nuova minaccia è rappresentata da una piccola cimice, arrivata come sempre avviene in questi casi, con carichi di merci provenienti dall’estero. Insetto che in Sardegna si è subito ambientato ed ha trovato di che nutrirsi. Appunto gli eucalyptus, che si trovano prevalentemente nella parte centro-meridionale della Sardegna, concentrati fra le province di Oristano e Cagliari. Un patrimonio boschivo che si estende per quasi 22mila ettari in tutta l’isola, indispensabile per gli apicoltori. Ora però è a rischio.
La cimice arrivata da lontano che si chiama Carpineto dell’ape, ha effetti devastanti sugli alberi, le cui foglie diventano di color bronzo, fino a cadere, con inevitabili conseguenze sull’albero che non fiorisce. E senza i fiori, non c’è neppure il miele. Non è difficile comprendere l’entità del problema.
Dolcissimo, naturale, anzi, biologico: il miele è una delle produzioni di eccellenza dell’agricoltura dell’Oristanese. Sono circa 300 gli apicoltori in provincia, ma soltanto una ventina lo fanno per professione. Gli altri sono hobbisti: allevano le api per passione e il miele che producono è veramente eccellente. Una piccola ma agguerrita squadra, la si potrebbe definire, se si considera che in tutta la Sardegna sono circa 2000 gli apicoltori, per un totale di quasi 50mila alveari.
Arnie capaci di produrre, in media, 20 chili di miele all’anno (appunto in buona parte di eucalypto) oltre ad altri prodotti sempre più richiesti dai consumatori come la propoli, la cera, il polline.
«Per noi questo nuovo attacco parassitario degli eucalyptus è un problema serissimo», spiega Nino Schirra, presidente di Apiaresos, l’associazione che riunisce gli apicoltori sardi. «Le nostre aziende rischiano il crollo delle produzioni: un rischio che non possiamo e non vogliamo correre, anche perché – aggiunge – veniamo da un’altra crisi simile, provocata sempre da un insetto che aveva attaccato gli eucaliptus con conseguenze disastrose per la produzione». In quel caso era stata la Psylla lerp, ad aver messo in pericolo gli eucaliptus in tutta Italia. Trasportato dalle correnti, dalla Spagna arrivò l’insetto naturale antagonista: «Nell’arco di due anni siamo riusciti a venirne a capo», dice ancora Schirra «Per noi la lotta biologica è l’unico sistema possibile».
Anche il Carpineto dell’ape ha un suo antagonista naturale: viene allevato da un’azienda specializzata che però si trova in Brasile. «Basterebbero poche migliaia di euro per risolvere il problema, ma la normativa italiana impedisce l’importazione di animali vivi dall’estero e noi ci troviamo con le mani legate», aggiunge Schirra.
A mettersi di traverso alla lotta biologica che gli apicoltori vorrebbero attivare anche in questa occasione, è un emendamento alla legge sulla caccia. Una via d’uscita potrebbe arrivare attraverso un Decreto che ancora non arriva.
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