Spano: amianto, necessaria la mappatura

Per l’assessore regionale all’Ambiente bisogna valutare il problema degli ex poli fuori dai Siti sensibili

ORISTANO. L’anomalia del mancato inserimento nell’elenco dei siti di interesse nazionale per la contaminazione dell’amianto della Sardit e della Cema Sarda, le fabbriche ormai dismesse di cemento amianto di Oristano e Marrubiu, è una delle denunce più forti che l’Associazione regionale ex esposti amianto sostiene da anni, attraverso il suo presidente Giampaolo Lilliu. Uno scandalo, secondo Lilliu, visto che proprio la Sardit e la Cema Sarda erano il fulcro della produzione del materiale killer nell’isola. Ora su questo argomento interviene anche l’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano, che ieri ha partecipato, in qualità di coordinatrice, alla Commissione ambiente della Conferenza delle Regioni, che si è riunita a Roma nell’ambito del tavolo interistituzionale amianto. «In tutta Italia i territori devono essere ascoltati sul problema dell'amianto nelle aree cosiddette extra Sin, cioè quelle degli ex poli industriali contaminati che si trovano fuori dai Siti d'interesse nazionale. In Sardegna abbiamo problematiche importanti a Oristano e a Ottana, per esempio. Ma in generale a oggi manca ancora una mappatura completa contenente sia il dato sanitario che quello ambientale per la successiva bonifica e, a nome di tutte le Regioni, ne ho sollecitato il rapido completamento».

Lilliu ha denunciato la particolarità del territorio dell’Oristanese, disseminato di amianto: una sorta di “terra dei fuochi”, non bonificata. «La Cema Sarda e la Sardit sono come Casale Monferrato, dove aveva sede l’Eternit (proprietaria al 33 % della Sardit ndr). Ma lì sono stati stanziati i fondi, qua nemmeno l’inserimento nell’eleno dei Siti di interesse nazionale». Una doppia velocità inammissibile.

«La richiesta è stata ampiamente condivisa dal Tavolo e il suo Nucleo tecnico operativo ha presentato uno specifico piano biennale di attività - ha proseguito Donatella Spano -. Dobbiamo avere una fotografia che includa anche i territori extra Sin, necessaria a dare finalmente risposte sia in termini di salute delle popolazioni che di sviluppo economico delle aree attualmente contaminate dall'amianto».

Sempre Lilliu ha rimarcato la necessità di estendere le bonifiche ai territori circostanti, ricordando il pericolo dell’esposizione ambientale, oltre che diretta, al cemento amianto.

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