Airgun, meno obblighi per i cercatori di petrolio
Il progetto riguarda il mare tra Bosa e la Corsica e forse beneficerà di un decreto La denuncia del Gruppo di intervento giuridico accusa la scelte del Governo
ORISTANO. Proprio mentre si pensava che il capitolo airgun nei mari di fronte alle coste sarde, da Bosa sino a Porto Torres e ancora più a nord sin quasi alla Corsica, fosse ormai sul punto di essere archiviato, ecco che arriva una notizia che potrebbe riaprire i giochi. A lanciare l’allarme è il gruppo di intervento giuridico: «Le prospezioni in mare con airgun e le coltivazioni di idrocarburi in mare e a terra con produzione fino a 182.500 tonnellate di petrolio o 182 milioni di metri cubi di gas annua non faranno la Valutazione di impatto ambientale obbligatoria. Si deciderà caso per caso se andare a Via senza alcun contraddittorio con cittadini ed enti locali».
Secondo l’organizzazione ambientalista il Governo ha trasformato «la bozza di Decreto per il recepimento della nuova direttiva Via comunitaria appena inviato in Parlamento in un mega-regalo per i petrolieri mettendo il bavaglio ai cittadini e agli enti locali su decine di progetti e permettendo di non smantellare le piattaforme, gasdotti e oleodotti in mare».
Il Gruppo di intervento giuridico ricorda che attualmente il Testo unico dell’Ambiente prevede che «tutte le attività del settore siano sottoposte direttamente a Valutazione di impatto ambientale, dalla prospezione con la tecnica dell’airgun fino alla coltivazione dei giacimenti, passando per lo scavo dei pozzi, con una fase pubblica di 60 giorni per cittadini ed enti locali per depositare osservazioni. Sui progetti di airgun, ad esempio, ci sono sempre decine di osservazioni di enti e associazioni e un dibattito fortissimo».
Ma qualcosa, secondo il Grig, potrebbe cambiare: «Oggi il Governo sceglie di abbassare le tutele invece di confermarle o aumentarle scegliendo per decine di progetti di fare prima lo screening, togliendo pure il contraddittorio con cittadini, associazioni ed enti locali».
In sostanza tutte le prospezioni «sia con airgun in mare sia con esplosivi, e i progetti petroliferi di coltivazione di giacimenti con produzione fino a 182.500 tonnellate di petrolio o 182 milioni di metri cubi di gas annua, cioè praticamente la gran parte di quelli del paese, invece di fare la Valutazione d’impatto ambientale, come avviene oggi, potranno partire con il semplice screening».
Inoltre col nuovo decreto con il nuovo decreto «scomparirà la fase delle osservazioni del pubblico e dovrà essere pubblicato esclusivamente lo Studio preliminare ambientale e non gli elaborati progettuali».
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