Cabras, decaduto dopo tre anni il Puc mai entrato in vigore
Il sindaco Carrus ammette il problema di fronte all’interrogazione presentata dall’opposizione Piano mai adeguato alle indicazioni della Regione. L’assessore se la prende col Piano paesaggistico
CABRAS. Piano urbanistico comunale? Decaduto perché non sono stati risolti i dubbi espressi dalla Regione nel 2014 relativamente al rischio idrogeologico. Quindi, tutto da rifare. In sintesi questa è l’ammissione del sindaco Cristiano Carrus e dell’assessore ai Lavori pubblici Davide Atzori ai consiglieri Carlo Carta, Andrea Abis e Carlo Trincas. Sono i tre componenti della minoranza che avevano presentato un’interrogazione per conoscere a che punto si trovasse l’iter procedurale per il Piano Urbanistico adottato dal Comune nel dicembre del 2011.
La risposta però non ha soddisfatto gli interroganti perché la decadenza del Puc riporta il paese indietro al Piano di Fabbricazione del 1970. Da allora molte cose sono cambiate e la mancanza di un piano urbanistico più snello e adeguato alle nuove esigenze, rischia di creare seri problemi a un settore, quello dell’edilizia, già duramente colpito dalla crisi economica in atto.
In più il “centro matrice” individuato (la zona assimilabile al centro storico) sarebbe troppo esteso e pertanto quei vincoli che bloccano l’edilizia vanno ben oltre la zona più antica di Cabras.
«Alla domanda: a che punto si è fermata l’istruttoria del Puc?, sindaco e assessore – dice il consigliere Andrea Abis – hanno risposto che si era bloccato sulla compatibilità idraulica del Piano da parte dell’Agenzia di Distretto Idrografico risalente al 2014. Sono passati tre anni, sostanzialmente di inattività, e nel frattempo non sono state studiate e approntate le necessarie correzioni da parte del Comune. Ora, come dichiarato dall’assessore ai Lavori pubblici, occorrerà rifare totalmente il Piano. Il fatto che si sia arenato in un passaggio autorizzativo intermedio, non ha consentito la verifica dello stesso da parte della Commissione urbanistica regionale per cui, noi consiglieri interroganti riteniamo che il Puc decaduto, costato oltre 50 mila euro, dovrà essere realmente rifatto da zero».
L’assessore ai lavori pubblici Davide Atzori però non fa mea culpa e trova un responsabile al di fuori delle mura del Comune: «L’adeguamento della pianificazione urbanistica degli enti locali al Piano paesaggistico regionale crea un quadro desolante. A distanza di undici anni dalla sua entrata in vigore, solo ventidue Puc hanno superato la procedura di verifica su 388 Comuni sardi. È un dato significativo, che dovrebbe far riflettere. Molti Puc giacciono in Regione a causa di ritardi e norme incerte mettendo in serie difficoltà gli uffici comunali, che sono costretti a districarsi tra centinaia di norme per preparare gli elaborati richiesti dal palazzo. Le norme sono troppo restrittive e mettono a rischio lo sviluppo economico del paese. I vincoli imposti dalla Regione, hanno ingessato la possibilità di programmare lo sviluppo locale soprattutto nel settore urbanistico».
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