Tra le Città dell’Olio Bosa si sente a casa
Ufficiale l’ingresso nell’associazione nazionale: le prospettive per il settore olivicolo
BOSA. La patria della cultivar “Bosana” entra ufficialmente nell’associazione nazionale Città dell’Olio. Non parte da zero, quindi, il popolo di produttori che dalle colline che si affacciano sulla valle del Temo intende riprendere il percorso di valorizzazione, per quella che sino alla fine dell’Ottocento è stata una delle attività principali dell’agricoltura locale.
La moderna produzione di olio deve però unire ad una base storica (e anche paesaggistica in veste turistica) le tecniche necessarie a misurarsi in un mercato radicalmente cambiato, dove però, lavorando in rete, è possibile competere attraverso produzioni di alta qualità. Questo in sintesi il messaggio che arriva dalla cerimonia di consegna della bandiera ufficiale dell’associazione nazionale Città dell’Olio all’amministrazione civica.
Le campagne di Bosa mantengono ancora oggi praticamente intatti un buon numero di olivi. L’apice nella produzione è della prima metà dell’Ottocento, con venti frantoi attivi e una produzione di oltre 403.000 litri di olio. L’ultimo frantoio chiude a Bosa negli anni '90, nel XX secolo. Ma gli ulivi sono rimasti: in ben 536 ettari nella sola area di Bosa, dove sono ancora presenti (dati Agea 2014) 55.118 piante.
«L’olivicoltura è stata, e ci sono tutte le premesse perché possa esserlo ancora, parte integrante dell’economia, della civiltà e della cultura di questo territorio», dice il sindaco Luigi Mastino. Bosa è «un socio che abbiamo fortemente voluto, che può aiutare questo territorio in un percorso di crescita», spiega il presidente delle Città dell'Olio, Enrico Lupi. «Stiamo lavorando ad un progetto nazionale sui paesaggi storico rurali legati all’olivicoltura. Bosa aggiunge alla storia ed al panorama un elemento in più: racconta un territorio che da anche il nome ad una cultivar», sottolinea il direttore Antonio Valenzana. Il responsabile regionale e vice presidente nazionale, l’olianese Valentino Carta, ricorda: «Siamo partiti a Oliena 10 anni fa con 2 etichette, oggi siamo a quota 15» e auspica un nuovo inizio attraverso un percorso di promozione. «La partecipazione collettiva è elemento imprescindibile, non basta solo l'impegno amministrativo - dice l’assessore Silvia Tanda -. Altre realtà sono riuscite così a recuperare un patrimonio storico, che ancora oggi a Bosa può offrire ottime possibilità per creare reddito e lavoro».
Venerdì 31 marzo, dalle 18,30 nella Biblioteca civica ci sarà un incontro con i produttori agricoli e gli olivicoltori in vista del varo del mercatino di produzioni locali a chilometro zero.
Alessandro Farina
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