La Nuova Sardegna

Oristano

Accoglienza migranti Abbasanta punta al secondo livello

di Maria Antonietta Cossu
Accoglienza migranti Abbasanta punta al secondo livello

Il Comune aderisce formalmente al Sistema di protezione Il progetto entro il 30 settembre, non tutti sono d’accordo

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ABBASANTA. Il Comune si candida a esercitare un ruolo attivo nella gestione dei flussi migratori. L'amministrazione ha aderito al sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati, una modalità che presuppone un reale processo d'integrazione. Ieri la candidatura è stata formalizzata dal consiglio comunale. Il dibattito che ne è scaturito ha fatto emergere posizioni diverse anche all'interno della maggioranza e ha scoperto un nervo sensibile delle piccole comunità locali. L'adesione formale allo Sprar prelude alla partecipazione del bando a sportello finanziato dal governo. Lo Stato garantirà il 95 per cento delle risorse economiche e gli enti locali il restante 5 per cento sotto forma di beni, servizi e attività. Il progetto dovrà essere presentato entro il 30 settembre. Se approvato, Abbasanta potrà accogliere al massimo dieci cittadini stranieri, che saranno ospitati in abitazioni private per un periodo di sei o nove mesi. Nei prossimi incontri si deciderà quale tipologia di migranti ospitare fra quelle indicate nel bando: se minori non accompagnati, famiglie o persone particolarmente vulnerabili. In base a questa scelta sarà modulato il progetto d'integrazione, che dovrà prevedere percorsi d' inclusione attraverso l'inserimento sociale, la formazione, l'istruzione scolastica e la mediazione linguistica. «Questo percorso dovrà essere partecipato e massimamente condiviso» ha auspicato il sindaco Stefano Sanna. «La nostra è una comunità accogliente, c'è una ramificazione di cooperative sociali e del terzo settore che deve essere messa al servizio di uomini e donne alla ricerca di una vita migliore». L'opposizione si è astenuta dissentendo sull'approccio usato dalla maggioranza, cui è stato contestato un mancato confronto preventivo. «Non siamo in disaccordo sul tema dell'accoglienza, ma riteniamo che questa procedura sia controproducente perché va a ledere la dignità di ciascuno, in primo luogo della comunità, che crediamo capace di valutare, comprendere e partecipare a questo tipo di scelta» ha affermato Marilena Santona. Ma se la minoranza ha lasciato intendere di poter riaprire il discorso a patto di una programmazione collegiale, netto è stato il diniego del consigliere Putzolu. «Per rispetto delle persone che non sono d'accordo e del mio pensiero voto no», ha argomentato l'esponente di maggioranza. All'incontro è intervenuta la vice-direttrice dell'Anci Sardegna, Daniela Sitzia. Rispondendo alle domande di alcuni cittadini scettici o apertamente contrari, la delegata alle politiche migratorie ha spiegato che si tratta di un processo volontario, graduale e sostenibile, con un impatto diverso da quello prodotto dagli affollati Centri di accoglienza prefettizi. «Siamo di fronte a un esodo, è un evento che non si può fermare. La scelta dunque non è se accogliere o non accogliere, ma se governare un processo o subirlo –, ha sottolineato –. Questa procedura, peraltro, attiva una clausola di salvaguardia che impedisce di aprire un Cas con 30, 50 o più migranti in quei Comuni che aderiscono allo Sprar».

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