Furia Rossa: «Si apra subito un dibattito pubblico»
ORISTANO. Mentre il Comune si prepara a dare il via libera alla sua nascita anche all’interno del territorio comunale, il sistema dello Sprar trova altri sostenitori. A far da sprone c’è anche il...
ORISTANO. Mentre il Comune si prepara a dare il via libera alla sua nascita anche all’interno del territorio comunale, il sistema dello Sprar trova altri sostenitori. A far da sprone c’è anche il collettivo Furia Rossa che ricorda come la Sardegna sia la terzultima regione per numero di enti locali aderenti al sistema fra le diciannove regioni coinvolte. Partecipa infatti al sistema solo con nove progetti per un totale di 208 posti, penultima regione succeduta solo dal Trentino Alto Adige con 149 posti.
«A differenza dei Centri di Prima Accoglienza, deputati appunto al soccorso immediato e ad una prima scrematura dei soggetti arrivati sul territorio nazionale – spiegano i componenti del collettivo –, lo Sprar garantisce una protezione temporanea di sei mesi, prorogabili, duranti i quali viene processata la domanda di asilo da parte della Commissione Territoriale competente, che stabilisce se il richiedente possa godere o meno della protezione internazionale e quindi restare sul territorio italiano».
L’auspicio della Furia Rossa è che si apra una discussione pubblica circa l’opportunità di aderire al sistema, «condividendo questa scelta importante con la popolazione che saprà certamente dare prova di grande maturità e accoglienza. Ci sembra doveroso che anche il Comune di Oristano faccia la sua parte in questo momento di grande difficoltà». La Sardegna al momento ospita 5.668 migranti su una popolazione di 1.639.362, cioè lo 0,34%. Gli stranieri regolarmente residenti sono invece 45.079, di cui più della metà sono donne. Gli stranieri rappresentano dunque il 2,7% della popolazione, di cui più della metà sono provenienti da paesi del continente europeo. (e.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google