Giovani altruisti a Oristano: 22 studenti diventano donatori di midollo osseo
La decisione dei ragazzi dell’istituto tecnico “Mossa” Decisivo l’incontro col responsabile di Immunoematologia
ORISTANO. Generosità, buona informazione, consapevolezza. Sono solo tre delle motivazioni che hanno fatto nascere nel cuore di 22 ragazzi dell’Istituto tecnico Lorenzo Mossa la voglia di diventare donatori di midollo osseo. Un esempio che potrebbe fare presto anche altri proseliti.
Pochi mesi fa gli studenti delle classi quinte e quarte dell'Istituto superiore di Oristano hanno incontrato Pietro Manca, dirigente medico del servizio di Immunoematologia e medicina trasfusione, il quale ha illustrato ai ragazzi le problematiche relative alla donazione del midollo osseo, in previsione di un eventuale inserimento nel database dei potenziali donatori.
«Si tratta della donazione di cellule staminali ematopoietiche -ha spiegato Pietro Manca ai ragazzi - e c'è la necessita di donatori giovani. Ecco perché è importante andare nelle scuole e informarli, perché è anche grazie a loro che vinciamo la disinformazione; i ragazzi portano a casa ciò che hanno imparato e realizzano loro stessi e fanno capire agli altri che con la donazione si possono salvare delle vite umane».
Al registro dei potenziali donatori si possono iscrivere ragazzi dai 18 ai 35 anni che rimarranno iscritti nel database fino al compimento dei 55 anni.
La possibilità di essere richiamati per un’eventuale donazione è minima, a causa della difficoltà di trovare un’effettiva compatibilità tra donatore e ricevente. Ed è per questo che per realizzare un programma di trapianti efficiente diventa necessaria e indispensabile la cultura della solidarietà, magari a partire proprio dalle scuole, per sensibilizzare la popolazione e diffondere le corrette informazioni che possono aiutare a creare una rete sempre più fitta di donatori. Partendo dai più giovani.
«I ragazzi dovranno compilare dei consensi e dei questionari - prosegue il dottor Manca -, se risulteranno idonei si procederà con un semplice prelievo di sangue sul quale si farà un esame di tipizzazione, valutazione genetica, e i risultati verranno inseriti nel database. Nel caso venga riscontrata una prima compatibilità con un paziente in attesa di trapianto i ragazzi verranno richiamati per fare alcuni prelievi di sangue in modo da definire meglio il grado di questa compatibilità».
Così, martedì prossimo, gli alunni del Mossa si recheranno all'Ospedale San Martino di Oristano accompagnati dal loro insegnante, il professor Pibi, pronti a farsi tipizzare, a entrare nel Registro dei donatori e forse, un giorno, a salvare una vita.
«Quando riusciamo ad entrare a scuola per fare informazione abbiamo sempre delle ottime risposte - conclude il dirigente del servizio di Immunoematologia dell’ospedale oristanese -. Siamo andati anche al Liceo classico De Castro e stiamo facendo un progetto di alternanza scuola-lavoro con il liceo scientifico».
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