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Oristano

Attentato incendiario: tre auto a fuoco

di Enrico Carta
Attentato incendiario: tre auto a fuoco

Prima il rogo filmato dalle telecamere di sorveglianza e poi attimi di tensione tra vicini: uomo in ospedale col naso rotto

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ORISTANO. Prima le fiamme, poi le testate. La calda giornata di via Ozieri si chiude con tre auto incendiate da misteriosi attentatori coperti dal buio e dalle telecamere di videosorveglianza che offrono immagini di qualità non eccelsa e con una persona finita in ospedale col naso rotto dopo l’ennesimo diverbio tra vicini di casa. Una matassa difficile da sbrogliare per i carabinieri che però stanno provando a ricostruire quanto accaduto tra l’una del mattino di ieri e le prime luci del giorno.

L’incendio. Quando nel prolungamento di via Ozieri tutti dormivano, viene dato l’allarme ai vigili del fuoco. Tre auto, all’interno della proprietà di Mauro Corona, ex dipendente della mensa della Questura, stanno andando a fuoco. Sono una Focus, una Panda e una Golf e appartengono al proprietario della casa, alla moglie e a una cognata. L’incendio viene spento quando ormai tutte e tre le auto sono seriamente danneggiate. Intanto ai vigili del fuoco si sono aggiunti i carabinieri perché da subito si capisce che l’incendio è doloso.

Due uomini in azione. La conferma arriverà dai nebulosi filmati delle telecamere di videosorveglianza di cui è dotata la casa. Riprendono due persone entrare in azione secondo un piano ben congegnato, ma nemmeno troppo complesso. Uno resta ad aspettare nella strada, l’altro scavalca la recinzione e si avvicina alle macchine. In mano ha una tanica di benzina con cui cosparge due delle tre auto prima di appiccare il fuoco e di scappare. Proprio mentre sta andando via, l’attentatore inciampa e rischia addirittura di bruciarsi. Gli va bene e, una volta lasciata la proprietà, se ne va assieme al suo complice senza essere visto. Quando l’allarme viene dato i due sono infatti già lontani.

La lite. Naturalmente l’inchiesta parte immediatamente e le piste da vagliare sono molte. I carabinieri coordinati dal comandante Francesco Giola devono però fare i conti con un fuori programma inatteso. La proprietà in cui abita Mauro Corona è divisa in due: una parte è stata acquistata all’asta da quest’ultimo dopo un pignoramento promosso da una banca; l’altra metà è rimasta invece ai vecchi proprietari. Tra i due nuclei familiari non corre buon sangue e infatti quando ormai il sole è già alto si scatena l’ennesimo diverbio tra Mauro Corona e Marco Saba, compagno della vicina di casa del primo. La lite ha il suo culmine con il secondo che finisce in ospedale col naso rotto, probabilmente per una testata, anche se sinora non c’è stata denuncia.

L’indagine sul rogo. Fuori programma a parte, c’è da scoprire chi e perché abbia scelto di mettere a segno l’attentato. Da inserire nel quadro ci sono i problemi di vicinato sfociati anche in precedenti denunce figlie di rapporti tutt’altro che amichevoli, ma gli uomini dell’Arma non si fermano a questo aspetto. La vendita all’asta della casa è un’altra pista sulla quale si tengono gli occhi aperti e che, non per forza, porta nella direzione dei vecchi proprietari – la famiglia Stevelli-Ulgheri –. Attorno alla questione degli sfratti, dei pignoramenti, delle vendite tramite asta giudiziaria si è infatti creato un notevole movimento di protesta. Su alcune frange, ritenute dagli inquirenti non del tutto pacifiche, si starebbe indirizzando una parte degli accertamenti. Sta a chi indaga far venire alla luce eventuali zone d’ombra, magari partendo proprio da quel filmato offuscato delle telecamere. La prima mossa è stata quella di affidarlo a un tecnico specializzato per rendere più chiare le immagini e cristallizzare il volto dell’uomo che ha scavalcato il cancello e del suo guardaspalle.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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