La Nuova Sardegna

Oristano

Arrivano i punti di ricarica per le vetture elettriche

di Michela Cuccu
Arrivano i punti di ricarica per le vetture elettriche

Entro poche settimane ci saranno sei postazioni al centro Porta Nuova Si prepara anche Santa Giusta. Un mercato frenato dalle poche infrastrutture

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ORISTANO. Fra meno di tre settimane anche in città ci saranno le colonnine per il rifornimento delle auto elettriche. Tre, per la precisione, dove potranno rifornirsi contemporaneamente sei vetture, entreranno in funzione nel parcheggio superiore del centro commerciale Porta Nuova.

Colonnine “intelligenti”, con la possibilità di prenotare la ricarica on line, dal computer o dallo smartphone. Insomma, saranno i privati ad avviare quella svolta green per la città che fino ad ora non aveva nemmeno potuto ipotizzare l’avvio del cosiddetto “eco trasporto”, con i veicoli alimentati non più con derivati petroliferi, ma ad energia elettrica, dunque, con meno emissioni di inquinanti nell’aria.

Anche a Santa Giusta nascerà un eco distributore: ad anticiparlo è stato il sindaco della cittadina lagunare, Antonello Figus: «A breve delibereremo a favore dell’installazione di colonnine di ricarica delle auto elettriche, in considerazione del passaggio frequente di auto».

La svolta. Insomma, anche il Capoluogo e il suo hinterland stanno puntando verso sistemi di trasporti ecosostenibili, una svolta verso la modernità che soltanto fino a poco tempo fa sembrava fantascienza.

In realtà, la Sardegna, di distributori per vetture elettriche ne ha davvero pochi. In tutto sono nove: cinque in provincia di Cagliari, uno nel Medio Campidano (in località Sa Zeppara), e sempre un solo impianto si conta a Tortolì, Alghero e Sassari: assieme ai due impianti che saranno attivati a Oristano e Santa Giusta, si arriverà ad averne undici.

Investimento privato. «Abbiamo deciso di investire su questo impianto per offrire un servizio migliore ai nostri clienti – spiega Alberto Piras, presidente del Centro commerciale Porta Nuova -. Fino ad oggi, attraversare la Sardegna su un veicolo elettrico può essere un azzardo proprio per la carenza di impianti per la ricarica. D’ora in poi, si potrà partire da Cagliari verso Sassari e viceversa, con la certezza di non rimanere fermi in mezzo alla strada». Ed aggiunge: «Oggi nel resto d’Europa i motori elettrici stanno avendo un grande diffusione. Con questa iniziativa puntiamo a metterci al passo con il resto del mondo. Del resto, importanti case automobilistiche hanno deciso di abbandonare i motori ad alimentazione “tradizionale” per dedicarsi, nell’arco di tre lustri, a produrre solo vetture elettriche. Restare a guardare, sarebbe una pazzia».

Il mercato. Contrariamente a quanto avviene altrove, dove invece le automobili ad emissione zero stanno conoscendo un notevole interesse (nel 2016, in tutto il mondo sono state 770mila le auto vendute, la maggior parte in Cina, seguita da Stati Uniti, Norvegia e Regno Unito) a Oristano, il mercato delle auto “a batteria” è decisamente fermo.

La conferma arriva dai concessionari «Non comprano le auto elettriche perché qui non esiste ancora la garanzia di poterle ricaricare. Senza distributori elettrici, nessuno si azzarda», spiegano.

Alla Toyota «tutto ciò malgrado, l’interesse da parte dei consumatori verso questo tipo di vetture esista. Lo dimostra il fatto che tanti vengano per informarsi ma poi, ripiegano subito su altri tipi di motori».

Potenzialità frenate. Alla Renault, che è una delle case automobilistiche europee che da subito ha puntato molto su motori elettrici, di vetture ad emissione zero, le vendite invece erano iniziate, per poi fermarsi. «Fino a sei mesi fa ne abbiamo venduta qualcuna, non tantissime proprio perché è indispensabile possedere un garage dove poter ricaricare autonomamente le batterie, dato che qui a Oristano non esistono distributori appositi – spiegano dalla concessionaria Leoni – Noi abbiamo una colonnina, ma è privata, mentre gli impianti pubblici, ancora non esistono».

Anche da Lai, Concessionario Volkswagen confermano: «l’assenza di infrastrutture pubbliche per la ricarica scoraggia a priori i clienti».

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