Bosa, pecore per rasare le aree incolte
BOSA. C’è l’erba alta nelle aree verdi del quartiere, ma a quanto pare l’amministrazione civica non ha i fondi necessari da destinare alla pulizia costante e urgente. «Perché quindi non utilizzare...
BOSA. C’è l’erba alta nelle aree verdi del quartiere, ma a quanto pare l’amministrazione civica non ha i fondi necessari da destinare alla pulizia costante e urgente.
«Perché quindi non utilizzare le pecore per rasare i prati incolti?». Questa la domanda, e la pubblica proposta, di Pietro Cabula, già consigliere comunale a Bosa e ultimo segretario eletto dei Ds, per lungo tempo impegnato in ambito sindacale, e soprattutto abitante nel quartiere di Santa Caterina, all’ingresso della città del Temo dalla statale 129 bis. «Nei giorni scorsi ho appreso che sabato 8 aprile si terrà la cerimonia di intitolazione di una piazzetta del rione alla giovane Maria Giuseppa Sechi. Ho quindi contattato la vice sindaco Maura Cossu per chiedere che prima venga effettuata la pulizia delle diverse aree del quartiere invase dall’erba, e non solo visto che ogni tanto qualcuno abbandona rifiuti, ma questo è un altro aspetto su cui intervenire. Ma il problema in termini di verde pubblico è che non sempre l’amministrazione ha a disposizione i fondi necessari per agire tempestivamente», racconta Pietro Cabula, che lancia ora un’idea che ritiene in linea non solo con il rispetto della natura, ma anche con la tradizione agropastorale dell’isola e di parte del territorio, alla luce anche di esperienze vissute in altri centri della penisola, a Milano anni fa ricorda il proponente. «Per tagliare l’erba occorre spesso intervenire con mezzi meccanici o con i decespugliatori. Mezzi che producono gas di scarico. Abbiamo invece risorse naturali che possono essere utili allo scopo. Il Comune potrebbe ad esempio invitare i pastori della zona a portare qui le proprie greggi e brucare l’erba. In pochi giorni avremo aree ben rasate, senza contare il ritorno in termini di rispetto della natura. Questa iniziativa comunque potrebbe essere realizzata però solo con l’autorizzazione del Comune», ammette lo stesso Pietro Cabula.(al.fa.)
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