LA CENTRALITÀ SFRUTTATA SOLO A PAROLE
di ROBERTO PETRETTO A Torregrande ci sarà stato qualcuno che ha stappato lo champagne, molti altri (quasi tutti gli operatori commerciali) avranno imprecato per quella decisione della Heineken di...
di ROBERTO PETRETTO
A Torregrande ci sarà stato qualcuno che ha stappato lo champagne, molti altri (quasi tutti gli operatori commerciali) avranno imprecato per quella decisione della Heineken di annullare, per la prossima stagione estiva, l’annuale appuntamento con Mondo Ichnusa, che da diverso tempo aveva trovato casa accanto alla spiaggia di Torregrande.
Sia che ci si riconosca nella prima categoria, sia che ci si senta più affini alla seconda, è innegabile che per Oristano gli anni di Mondo Ichnusa a Torregrande abbiamo rappresentato una vetrina importante, oltre che una opportunità di guadagno per diversi operatori economici.
Questa volta non ci sono responsabilità locali per la perdita di questo evento: la scelta è unicamente di carattere economico e strategico da parte dei proprietari del marchio Ichnusa. Negli anni la collocazione oristanese ha dimostrato di essere ideale per manifestazioni di questo tipo. Un collaudo importante, anche se qualcosa di simile lo si era avuto nel 2010 con il concerto di Ligabue. La collocazione a Fenosu, però, aveva mostrato delle pecche, soprattutto sul piano della viabilità al termine del concerto.
La scelta di Torregrande, che pure non è stata esente da problemi, è riuscita per una volta a declinare il concetto che si sente ripetere da decenni quando si discute delle possibilità di sfruttare la posizione di Oristano. Una posizione “baricentrica”, come dicono quelli che ne sanno. Una posizione per può essere agevolmente raggiunta dai quattro angoli della Sardegna.
Quante volte politici in cerca di un’elezione hanno inserito nelle loro dichiarazioni programmatiche la “necessità di sfruttare la posizione baricentrica di Oristano”? E quante volte questo è realmente successo? Poche, troppo poche. Arrivare a Oristano da Olbia, da Sassari, da Nuoro o da Cagliari, persino dalla lontana Ogliastra, per il giovane pubblico di Mondo Ichnusa è stato sempre piuttosto semplice. Va dato atto all’amministrazione comunale, sotto l’impulso di diversi assessori, di avere creduto in questa scelta, anche quando c’erano non poche voci contrarie, anche quando il “caos” della festa a fermentazione provocava qualche mugugno da parte di chi sentiva violato il tranquillo tran tran della borgata. Quel capitolo si è chiuso. Chissà se si riuscirà ad aprirlo anche in altri campi.
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