Un posto tra le città europee dello sport
La giunta comunale ha inviato la richiesta alla Federazione che ha sede a Bruxelles. Nel 2017 il riconoscimento a Cagliari
ORISTANO. La vocazione oristanese per allenamenti all’aria aperta, partite di basket, calcio, volley, tennis e quant’altro, potrebbe venir buona l’anno prossimo per ritagliare al capoluogo un ruolo da “Città europea dello sport”.
Progetto ambizioso, ma che in questa fine di legislatura così iperattiva (come spesso accade alle giunte a fine mandato) l’esecutivo guidato da Guido Tendas intende perseguire. O, quantomeno, intende mettere le basi perché possa arrivare un parere favorevole della commissione che dovrà vagliare le candidatura.
Quella di Oristano è già in viaggio: insieme a un bonifico di mille euro, la richiesta è stata inviata alla Aces Europe di Bruxelles (la Federazione delle capitali e delle città europee dello sport). La Giunta ha anche deciso di mettere da parte la cifra necessaria per l’accoglienza della delegazione che dovrà valutare le candidature.
Attenzione, però, a non confondere i ruoli: la Capitale europea dello sport, per il 2018, è già stata designata e sarà Sofia. Rimangono da scegliere una serie di centri che formeranno una rete di “città dello sport”. Per quest’anno la scelta è caduta anche su Cagliari e per l’anno prossimo Oristano si mette in lizza. Dovrà vedersela con Barcellona Pozzo di Gotto, Bari, Bassano del Grappa, Forlì, Foligno e Sanremo. Per il 2017, oltre a Cagliari, erano state premiate come Città europee dello sport Vicenza, Pesaro e Aosta.
«Abbiamo fatto richiesta - conferma l’assessore comunale, Emilio Naitza - per essere Città europea dello sport nel 2018. La capitale europea sarà Sofia, noi puntiamo a entrare nella rete delle città dello sport per fare un importante salto di qualità».
Nell’assegnazione del premio l’Aces Europe prende in considerazione «le politiche per lo sport adottate in questi anni e i progetti conclusi, quelli in corso e quelli pronti per la riqualificazione delle strutture, i programmi e le attività per la promozione dell’attività sportiva libera, accessibile e strumento di integrazione, rispetto e migliore qualità della vita per i cittadini».
In pratica il riconoscimento sancisce la bontà delle politica di una città per favorire la partecipazione dei cittadini allo sport. Nel caso Oristano dovesse arrivare al premio, non ci saranno fondi in più per nuove strutture o per migliorare quelle esistenti. A Cagliari l’opposizione alla Giunta Zedda, dopo la notizia del riconoscimento, aveva sollevato dei dubbi sull’utilità di «un titolo che non è altro che un riconoscimento di un’associazione che non fa parte delle istituzioni Europee».
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