Antiquarium tra reperti e didattica
ORISTANO. Il fascio di luce e di attenzione che illumina da qualche anno i Giganti di Mont’e Prama e il museo a loro dedicato rischia di mettere in ombra le altre strutture che dedicano spazi,...
ORISTANO. Il fascio di luce e di attenzione che illumina da qualche anno i Giganti di Mont’e Prama e il museo a loro dedicato rischia di mettere in ombra le altre strutture che dedicano spazi, risorse e attenzione all’archeologia e alla storia del territorio. Primo fra tutti l’Antiquarium Arborense di Oristano che continua la propria attività esponendo le preziose collezioni.
Ma non solo: l’Antiquarium ha anche attive una serie di attività didattiche. «La Guardia di Finanza recuperò nel 2005 nel mare di Tharros una tabula lusoria a 72 caselle, incisa su un mattone prima della cottura». Grazie all'analisi di quella tabula si apprese che «i pueri e gli adulti di Tharros giocavano a latrunculi, e per il gioco si usavano i dadi e le pedine».
Da quel ritrovamento archeologico prende spunto l’attività didattica “Giochiamo a latrunculi?”: «il laboratorio inizia con una presentazione che introduce al tema del gioco nell’antichità, seguita dalla spiegazione delle regole per giocare. Quindi, di fronte ad una tabula lusoria con due pedine di colore diverso e tre dadi, ha inizio il torneo». Gli altri laboratori sono: “Il cavaliere buono” («Gli studenti dovranno riprodurre i personaggi dipinti nel retablo, dando vita così al disegno a mano libera, una delle arti più spontanee e creative poiché permette di trasferire la propria fantasia sul foglio bianco senza limiti, vincoli e confini»); “Le figure femminili: la madre terra”, “Lo stemma del regno di Spagna”; “Oggi sono un gladiatore!”; “Oristano città medievale”; “La scrittura: che invenzione!”; “La storia a portata di mano”; “A tavola con gli antichi!”
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