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Oristano

Attentato alla Capitaneria Mastino: «Più telecamere»

di Alessandro Farina
Attentato alla Capitaneria Mastino: «Più telecamere»

Bosa, distrutta da un incendio doloso un’auto della Guardia costiera Nessuna risposta dalla Regione alla richiesta di fondi avanzata dal sindaco

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BOSA. «Scriverò al presidente e alla giunta regionale, per conoscenza a prefetto e vertice provinciale dei Carabinieri, ribadendo la richiesta di fondi necessari a incrementare le telecamere del sistema di videosorveglianza comunale». Dopo i cupi bagliori dell’incendio di un’auto di servizio della Guardia Costiera nella notte di Pasqua a Bosa Marina, il sindaco Luigi Mastino rilancia sul tema delle prevenzione nell’area urbana. Nelle ore a cavallo fra sabato e domenica qualcuno infatti ha dato fuoco ad una Panda all’interno del cortile della caserma delle Capitanerie di Porto. I militari del presidio hanno tenuto controllo le fiamme con gli estintori, fino all’arrivo dei Vigili del fuoco di Macomer. Che accertano la matrice dolosa del gesto, oggetto ora di un’indagine dei Carabinieri di Bosa e della Compagnia di Macomer, all’attenzione della Procura della Repubblica di Oristano. «Un atto vile, che vuole colpire lo Stato» tuona il sindaco di Bosa dopo la solidarietà espressa agli uomini di Circomare Bosa. L’allarme a Bosa Marina scatta intorno alla mezzanotte fra il 15 ed il 16 aprile a due passi dagli uffici dell’Ufficio Circondariale Marittimo. Quando prende fuoco una Panda nuovo modello, arrivata di recente, custodita nel parcheggio a due passi dagli alloggi del personale, con ingresso dal viale Italia. Mentre si aspetta l’arrivo da Macomer dei Vigili del fuoco, si cerca di spegnere il rogo con gli estintori e tenere a bada le fiamme. Lavoro che sarà completato dai pompieri. Iniziano quindi gli accertamenti ed emerge con chiarezza la matrice dolosa del gesto: si tratta di un attentato incendiario. Sul posto anche i Carabinieri della stazione di Bosa, al comando del luogotenente Gavino Graziano, che raccolgono i primi elementi utili all’indagine. Tra cui certamente anche i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e nel territorio comunale. Domenica mattina, il sindaco Luigi Mastino accompagnato dall’assessore Danilo Mastinu arrivano di fronte alla palazzina in stile liberty che si affaccia sulla piazza del porto fluviale, sede della Guardia Costiera. «Siamo venuti, in rappresentanza della intera comunità di Bosa, per esprimere la massima solidarietà alla Guardia Costiera. Istituzione colpita da un gesto vile e inqualificabile, i cui autori ci auguriamo vengano presto individuati. La Guardia Costiera svolge un grande e apprezzato lavoro di controllo, prevenzione, tutela della vita in mare, per tutti noi è una giornata di grande amarezza» afferma il sindaco. Arriva poianche la solidarietà del Comitato della Croce rossa di Bosa, con la espressa dal responsabile Salvatore Deriu. Il comandante del porto di Bosa tenente di vascello Guido Avallone non è in sede, ed il personale di Bosa Marina mantiene uno stretto riserbo. Non è la prima volta che a Bosa le istituzioni finiscono nel mirino degli incendiari, tanto che in tema di prevenzione il Comune ha già messo mano al portafogli e speso 25mila euro per un sistema di telecamere di controllo. «Da tempo abbiamo chiesto i fondi necessari al suo potenziamento, ma non abbiamo avuto nessun riscontro. Al di là di bandi e iter burocratici la Regione deve rispondere con celerità alle richieste che arrivano da enti come il nostro, già purtroppo teatro di questi gesti» afferma deciso Luigi Mastino. Che nelle prossime ore trasformerà la denuncia in una nuova formale richiesta al presidente Francesco Pigliaru e agli assessori regionali.

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