Opere idrauliche, ritardi e accuse
Bosa: per il consigliere Augusto Cherchi è colpa del Comune. Mastino: «Responsabilità regionali»
BOSA. Rischio di definanziamento per gli oltre 12 milioni di euro necessari a realizzare opere di mitigazione idraulica ed idrogeologica a causa dei ritardi nella progettazione e nella realizzazione dei necessari cronoprogrammi da parte del comune di Bosa.
L’allarme viene lanciato dal consigliere regionale del Partito dei Sardi Augusto Cherchi, ma il Comune respinge al mittente qualsiasi critica.
«La preoccupazione di Cherchi è condivisa anche da noi, ma il comune non c’entra niente con i ritardi – spiega il sindaco Luigi Mastino – perchè la Regione ha gestito il progetto per almeno 5 degli 8 anni previsti per il mutuo. Inoltre c’è da tener conto dei tempi tecnici e burocratici lunghi e complessi da quando la procedura è passata dal 2016 al Comune».
Cherchi non pare convinto della risposta e ricorda le diverse fasi del progetto. «La Regione nel 2015, ha delegato il comune di Bosa per una serie di opere per la difesa idraulica della città. Queste, inserite nella ripartizione del mutuo contratto dall’Assessorato ai Lavori Pubblici, valgono circa 12,5 milioni di euro e, all’atto della firma della convenzione, impegnano il Comune con un crono-programma. Questo prevede una serie di percorsi attuativi di progettazione e lavori che portano fino al compimento previsto in origine per il 2018. Poi, per ritardi di progettazione, gli stessi sono spostati al 2019, mentre oggi si prospetta un ulteriore ritardo, con ulteriore slittamento temporale dei lavori».
Cherchi ammette di essere preoccupato che «questi continui e ripetuti ritardi possano in qualche modo far cadere il finanziamento delle opere, in quanto non più in linea con i tempi imposti dalla concessione delle somme all’interno del mutuo infrastrutture». Lo stesso Cherchi annuncia di volersi attivare presso gli uffici regionali «per conoscere i dati dei monitoraggi sui crono-programmi, e valutarne gli effetti rispetto ai continui ritardi e inadempienze che l’amministrazione comunale sta registrando».
Non la pensa allo stesso modo il sindaco Luigi Mastino, che controreplica: «giuste le osservazioni e le preoccupazioni di Cherchi, ma i ritardi non sono imputabili al comune di Bosa. Per uno dei progetti, quello da poco meno di 6 milioni di euro che prevede arginature a monte e valle del ponte in trachite la progettazione è partita nel 2009 mentre il progetto preliminare è stato approvato dalla Regione nel 2015. La convenzione tra Comune e Regione è stata firmata il 16 febbraio 2016. Abbiamo dovuto aspettare le osservazioni da parte di tecnici e cittadini, recepite poi nel progetto presentato pubblicamente qualche settimana fa e che sarà approvato nella sua forma definitiva entro un mese e mezzo, due mesi massimo». Nessun ritardo dunque. «Degli otto anni previsti per il mutuo, evidentemente non sufficienti, il Comune ne ha a disposizione solo due per rispondere ad una serie di incombenze a piena conoscenza della Regione». Per Luigi Mastino quindi ok alla vigilanza, ma «il consigliere regionale si faccia carico di aiutare il Comune, considerata la dilatazione dei tempi per questi progetti così complessi» conclude il sindaco di Bosa.
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