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Oristano

Lotta alle povertà estreme, critiche ai piani regionali

Santa Giusta contesta tempi e regole del reddito di inclusione sociale «Il Comune impegna oltre 110mila euro, ma non possiamo accontentare tutti»

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SANTA GIUSTA. Il Reddito di inclusione sociale così come definito dalla Regione non convince il comune di Santa Giusta.

Anche in una recente delibera, l’esecutivo comunale critica le scelte della Regione, ritenute «non idonee a dare risposte al bisogno rappresentato dalle povertà estreme che vivono in questa fase un gravissimo disagio. Fino al 2016 l'amministrazione era riuscita, seppure impiegando anche risorse del proprio bilancio, a garantire un sostegno ad una vasta area di disagio sociale ed economico presente nella nostra comunità, sebbene negli anni i finanziamenti regionali a sostegno di queste problemi abbiano subito sempre maggiori tagli».

Il sindaco Antonello Figus e l’assessore ai servizi sociali Pietro Paolo Erbì ricordano come già per il 2016 il finanziamento regionale assegnato al Comune sia passato da 68mila a 39mila, «non consentendo di programmarli così come avveniva negli anni precedenti bensì adottando i nuovi parametri previsti dal Reddito di inclusione sociale. Di fatto ci siamo ritrovati per il 2017 a non aver nessuna risorsa regionale da programmare come sostegno alle povertà che garantivano anche i lavori di pubblica utilità degli utenti. Sperando in una veloce attivazione del reddito di inserimento già nei primissimi mesi dell'anno in corso, avevamo disposto una proroga dei progetti di sostegno al reddito con i lavori di pubblica utilità, coinvolgendo oltre 100 nuclei familiari in stato di grave difficoltà economica, e investendo circa 40mila euro di proprie risorse di bilancio».

I ritardi nella definizione delle linee guida del sistema del reddito di inclusione hanno costretto la giunta, sempre con proprie risorse, a istituire per il semestre marzo-agosto 2017 una nuova linea di spesa con ulteriori risorse di bilancio di 70mila euro, per un totale di 110mila euro.

«La nuova linea a sostegno del contrasto alle povertà è prevista come “Bonus Solidale” e consentirà in questi mesi di lunghissima transizione, un inserimento sociale di 60 persone, che percepiranno un bonus di 400 euro ogni 90 giorni secondo il livello di povertà emerso dalla graduatoria, costruita per far fronte alle incolmabili casistiche di povertà presenti e purtroppo sempre in aumento. Con la delibera – continuano sindaco e assessore – abbiamo inoltre chiesto di poter utilizzare almeno le risorse in conto 2016 non usate nei precedenti programmi comunali, ma anche questa semplice ipotesi che poteva tamponare un momento di transizione tra i precedenti programmi destinati alle povertà ed il nuovo reddito di inserimento non è stata accolta».

La delusione degli amministratori di Santa Giusta è palese. «Abbiamo sacrificato per questo programma gran parte delle somme del bilancio 2017, ma non siamo riusciti comunque a soddisfare tutte richieste. I criteri di accesso vanno chiariti meglio».

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