Centrosinistra, in campo restano in sette
Dopo i quattordici nomi proposti inizialmente la coalizione ha iniziato la scrematura per la scelta del candidato sindaco
ORISTANO. Il centrosinistra impara in fretta a far di conto. Dopo aver fatto la somma ed essere arrivato a quattordici, la coalizione ha imparato al volo a fare sottrazioni e divisioni giungendo a una prima scrematura rispetto al ventaglio di nomi della prima ora. Dai quattordici potenziali candidati sindaco si è immediatamente passati alla metà. Sono insomma rimasti i magnifici (?) sette. Se sarà poi davvero da quest’ultimo elenco che uscirà il candidato sindaco lo si capirà forse già da oggi.
Lo spaesamento per l’addio burrascoso del Partito dei Sardi alla coalizione non sembra aver generato un fuggi fuggi generale. Anzi, subito dopo l’abbandono del tavolo programmatico attraverso il quale si stava cercando di giungere a un accordo per individuare il volto giusto, i lavori hanno proceduto in maniera spedita ed è stata compiuta la prima e necessaria scrematura. Sono stati buttati giù dalla metaforica torre – sarebbe meglio dire che sono scesi con le loro gambe e passando dalle scale senza incidenti nè defenestrazioni seguite a sommosse – i vari Peppe Lai ed Emilio Naitza per NoiOr, Tiziana Laconi per Valore Comune, Francesco Cabras per i socialisti, Francesco Castagna e Daniela Pes per Cittadini per Oristano. Out anche Anna Maria Uras, il cui nome aveva generato la polemica che poi ha portato allo strappo del Partito dei Sardi: indicata come persona super partes dal Pds aveva scatenato le ire del Pd di cui l’avvocatessa è dirigente regionale.
Con lei fanno sette, mentre sono ancora in pista i nomi di Gianni Angioi per Cittadini per Oristano, Paolo Margaritella per NoiOr, Giorgio Mastino per Oristano nel cuORe, Mimmo Serusi per i Socialisti, Stefano Spada per Valore Comune ed Efisio Sanna e Maria Obinu per il Partito Democratico.
Adesso il vero problema diventa quello della sintesi ulteriore, parola sino a questo momento ostica anche nel centrodestra dove restano in piedi, al momento, due ipotesi. Dopo settimane di discussioni si è rimasti sui due nomi che sin dall’inizio apparivano quelli più in voga. Il problema è che sia Massimiliano Sanna che Andrea Lutzu e i rispettivi sostenitori non sembrano intenzionati a fare passi indietro per cyui anche in questo caso non si esclude un’ipotesi alternativa come quella di Luca Faedda. Sono quindi dieci i possibili candidati per gli schieramenti tradizionali, dieci come gli indiani del giallo di Agatha Christie. Chi l’ha letto sa però che fine fanno: e alla fine non rimase nessuno. Anche perché fuori dagli steccati di centrodestra e centrosinistra, dove cerca casa ora anche il Psd’az, c’è un mondo che gira: Patrizia Cadau, Filippo Martinez e Cristina Puddu lo sanno bene.
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