La Nuova Sardegna

Oristano

Doddore: mi consegno in carcere

Il leader indipendentista domani a Massama: «Inizio a scontare le condanne»

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ORISTANO. «Alle 11 di venerdì 28 aprile, giorno di Sa Die de sa Sardigna, mi presenterò davanti al carcere di Massama per cominciare la carcerazione delle condanne già passate in giudicato». È l’annuncio del leader indipendentista sardo Salvatore “Doddore” Meloni, che spiegherà questa mattina nel corso di una conferenza stampa le motivazioni che lo hanno spinto a questa decisione.

Non è casuale né la scelta della sede della conferenza stampa: alle 10,30 davanti al portone d’ingresso dell’ex Casa circondariale di Oristano, costruita sulle rovine di quella che fu la Reggia dei Giudici di Arborea in epoca medievale e «adibita a carcere per i sardi, ora dismesso», come dice Doddore Meloni. Né è casuale la scelta della data dedicata all’azione dimostrativa davanti al carcere “vero” quello di Massama: il 28 aprile, Sa Die de sa Sardigna.

Negli ultimi mesi Doddore Meloni, 74 anni di Terralba (Oristano), ha denunciato in diverse occasioni un presunto accanimento giudiziario che sarebbe stato scatenato nei suoi confronti da parte della magistratura e delle forze dell’ordine. Secondo Doddore Meloni è in atto un tentativo di stroncare la sua battaglia politica per l’indipendenza della Sardegna.

Nella conferenza stampa di questa mattina il leader indipendentista, che nel 2008 si rese protagonista della proclamazione della Repubblica indipendente di Malu Entu (sull’isola di Mal di Ventre, di fronte alla costa di Putzu Idu, in territorio di Cabras), dovrebbe spiegare un meccanismo di legge, introdotto di recente, che potrebbe rendere presto esecutive le condanne inflitte. «Gioco d’anticipo», ha detto con una battuta Doddore Meloni, preannunciando l’intenzione di presentarsi al carcere di Massama.

L’ultima condanna è di pochi giorni fa quando la Corte d'Appello di Cagliari ha confermato la condanna a sei mesi di reclusione, per violazione di sigilli inflitta in primo grado dal Tribunale di Oristano, al presidente del movimento indipendentista Meris.

In quella occasione sono stati condannati anche Felice Pani, Sergio Saba e Massimo Maxia. Assolto, invece, un altro imputato, Bruno Delussu. I fatti su cui si basa quest’ultima condanna risalgono al 2009, l’anno successivo alla proclamazione della “Repubblica” di Malu Entu.

Il movimento indipendentista Meris in domu nosta (Padroni in casa nostra), di cui è fondatore e presidente, parteciperà alle elezioni comunali di Oristano presentando come candidato a sindaco l’avvocata Cristina Puddu, che è anche la sua legale.

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