Bosa, in Consiglio l’adesione allo Sprar
BOSA. Questa mattina alle 9,30 il consiglio comunale di Bosa affronterà nuovamente la questione dell’accoglienza migranti.L’assemblea sarà chiamata a sciogliere il nodo relativo alla possibile...
BOSA. Questa mattina alle 9,30 il consiglio comunale di Bosa affronterà nuovamente la questione dell’accoglienza migranti.L’assemblea sarà chiamata a sciogliere il nodo relativo alla possibile adesione al bando Sprar, la cui prima scadenza è fissata a maggio. Tema che divide fortemente l’opinione pubblica e le forze politiche e amministrative anche in Planargia. Con Suni, annuncia il vice sindaco Emanuele Ruggiu, che non intende aderire al bando e rifiuta ogni possibile arrivo di migranti sul proprio territorio, mentre Magomadas, dopo l’assemblea popolare di lunedì sera, valuterà in aula consiliare venerdì le chances a disposizione. «La nostra idea è di accogliere 20-22 minori, assistiti da un ente con esperienza nel settore, che potranno frequentare le nostre scuole» ha annunciato a Radio Planargia sul tema Emergenza migranti il sindaco Luigi Mastino. Segno che la maggioranza che governa la città del Temo è fortemente orientata all’adesione al bando Sprar. Anche perché a Bosa sono numerose le strutture, case private invendute oppure alberghiere in dismissione, che potrebbero aderire ai bandi Cas di Stato e Prefettura. «Il nostro orientamento è per l’accoglienza di minori non accompagnati e rimanda anche alle esperienze di un volontariato, religioso e laico, abbastanza strutturate nella nostra città. Per noi si tratta di una scelta di civiltà, come di un’occasione per creare lavoro», ha detto il sindaco. C’è poi la “clausola di salvaguardia” che mette al riparo il Comune aderente allo Sprar dal possibile arrivo di un numero indefinito di migranti, non gestiti dall’ente locale. È il frutto dell’accordo sottoscritto da Anci Nazionale e Ministero dell’Interno che prevede inoltre che generi alimentari e quanto necessita debbano essere acquistati proprio nel comune aderente. Anci Nazionale e Ministero trattano anche sulla possibilità di una “premialità” in termini di finanziamenti ulteriori da destinare per le estreme povertà locali, oltre a quelli già in bilancio.
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