Cantieri comunali nel caos il sindaco accusa la Regione
ARCIDANO. «La Regione intervenga per stabilizzare i lavoratori dei cantieri comunali»: lo chiede il sindaco, Emanuele Cera, con una nota indirizzata agli assessori regionali al Lavoro e alle...
ARCIDANO. «La Regione intervenga per stabilizzare i lavoratori dei cantieri comunali»: lo chiede il sindaco, Emanuele Cera, con una nota indirizzata agli assessori regionali al Lavoro e alle Politiche sociali. Una vicenda che si trascina ormai da anni, questa che vede lavoratori trattati, scrive il sindaco «come pacchi postali». Eppure è lo stesso primo cittadino ad ammettere che non sarà facile ottenere un contratto a tempo indeterminato per loro: «È una battaglia ad armi impari con la Regione», scrive ancora Cera. La vicenda è quella dei cantieri comunali per l’occupazione, regolati e finanziati attraverso una legge regionale. «Sono anni oramai – spiega Cera – che sia le amministrazioni che le lavoratrici e i lavoratori vivono in una situazione di incertezza più assoluta. Ogni paio di mesi siamo punto e a capo, senza alcuna certezza sulla possibilità di rinnovare i contratti». Il sindaco prosegue. «Siamo in attesa di indicazioni precise, dopo la comunicazione assai generica che abbiamo ricevuto il 9 marzo dall’assessore che annunciava l’impegno a reperire all’interno del bilancio regionale le risorse finanziarie che consentissero la prosecuzione dei cantieri comunali, e dove ci invitavano alla proroga degli stessi per un mese, dopodiché null’altro. Ora che i cantieri terminano l’attività il 30 aprile, siamo punto e a capo». Una situazione che Cera condanna. «Come sindaco, non posso tollerare oltre una tale incertezza – scrive – anche e soprattutto per il bene dei lavoratori e delle lavoratrici, trattati quasi come “pacchi postali”, senza le dovute attenzioni e remunerazioni, ma non sottovaluto nemmeno l’importanza che gli stessi rivestono nell’organico dell’Ente che, come già più volte rappresentato, non può più fare a meno del loro prezioso apporto lavorativo, soprattutto in questo periodo in cui l’amministrazione regionale, con la cancellazione delle linee sulle povertà estreme e in totale assenza di operatività nell’attuazione del nuovo Reddito di inclusione sociale». Il sindaco accusa la Regione :«ha mandato a casa decine di persone che contribuivano alla manutenzione ordinaria e pulizia del paese, lasciando le amministrazioni prive di forza lavoro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google