Erriu, 29 anni dopo l’omaggio della città

Al giovane carabiniere ucciso dalla banda della Uno Bianca intitolati i giardinetti di via Messina

ORISTANO. Ci sono voluti 29 anni perché la città di Oristano onorasse la memoria di un suo figlio, un giovane uomo delle istituzioni ucciso nel 1988 durante uno scontro a fuoco con la famigerata banda della Uno Bianca. Da ieri i giardini pubblici di via Messina sono intitolati a a Umberto Erriu, il carabiniere oristanese che morì a soli 24 anni, il 20 aprile 1988. Non che negli anni non siano stati tributati riconoscimenti e onori a Erriu: medaglia d’oro al Valore civile; la caserma sede del Comando Compagnia e Stazione Carabinieri di Molinella porta il suo nome.

Mancava la sua città, una lacuna colmata dall’amministrazione comunale che aveva approvato all’unanimità la proposta del consigliere Mauro Solinas.

A Umberto Erriu sono stati così intitolati i giardinetti non lontano dalla casa nel quartiere Sacro Cuore; ieri, la solenne cerimonia. C’erano la mamma, Maria Cabiddu, gli altri familiari, il sindaco di Oristano Guido Tendas, il prefetto Giuseppe Guetta, l’arcivescovo Ignazio Sanna, le autorità civili e militari e il generale Paolo Nardone, comandante della Legione Carabinieri Sardegna. E c’era un altro carabiniere illustre, l’olimpionico di canoa Stefano Oppo. Il picchetto d'onore dei carabinieri in alta uniforme e la Banda Santa Cecilia hanno accompagnato la cerimonia nel corso della quale è stata scoperta una targa ricordo ed è stata deposta una corona di fiori.

Tra le scolaresche degli istituti comprensivi 3 e 4 anche le classi che hanno lavorato sul progetto “Tracce di memoria”, finalizzato all'educazione alla legalità e incentrato sulla vicenda di Erriu. Uno spunto per una riflessione educativa etica e civile, per contribuire a raccogliere, conservare, divulgare il patrimonio documentale sulle tematiche legate a terrorismo, violenza politica e criminalità organizzata, nell'ambito della “Rete degli archivi per non dimenticare”.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes