Etno-marketing, 10 per cento di sconto se si ordina in limba
Iniziativa in un locale a Porto Alabe, marina di Tresnuraghes «Serve per rilanciare il sardo, esperimento fino a giugno»
TRESNURAGHES. “Cumanda in sardu ca ti cumbenidi.” Questo lo slogan di una particolare iniziativa lanciata da un noto locale di Porto Alabe. Al bar ristorante Lidolando infatti, a due passi dalle dune e dalla spiaggia che si affaccia sul mare di Tresnuraghes, il proprietario ha pensato di venire incontro concretamente a quanti utilizzano la lingua sarda.
“Fai un’ordinazione in Sardo che ti conviene” infatti la traduzione letterale dell’invito in idioma isolano, per l’iniziativa valida per ora fino all’11 giugno, poi si vedrà, se dimostrerà di essere interessante e darà qualche risultato, magari in termini di fidelizzazione della clientela.
In sostanza, qualunque sia la parlata d’origine dai quattro angoli dell’isola, anche se magari pronunciata da uno straniero che vuole cimentarsi col sardo, la prima ordinazione al bancone e tra i tavoli del ristorante vale un dieci per cento di sconto, spiega Domenico Mura dallo stabilimento sulla spiaggia.
Iniziativa quantomeno curiosa, lanciata nelle scorse ore via social con già le prime positive risposte degli internauti. A dire il vero c’è già anche il primo cliente che ha usufruito dello sconto-limba: una signora che martedì sera ha acqusitato gelati per un importo di cinqu euro, e che se ne è vista restituire il 10 per cento, 50 centesimi.
Ma non è soltanto una questione di marketing, «Soprattutto è un modo per cercare di far parlare in sardo» rimarca Mura. Il Lidolando opera ormai da venti anni a Porto Alabe, resistendo con le unghie e con i denti alle “intemperie” di stagioni turistiche sempre più brevi, mentre negli anni non poche strutture legate ai servizi turistici hanno chiuso battenti.
«Ma noi pensiamo che anche questo può magari diventare un modo per rilanciare questa splendida località, e crediamo che il sistema possa essere esportato anche altrove», sottolinea Mura, ben lontano dal mettere il copyright, convinto che la circolazione delle (buone) idee alla fine torni utile un po’ a tutti.
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