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Nuova Provincia, Laconi ci prova

Nuova Provincia, Laconi ci prova

Il sindaco Zaccheddu: «Prima del referendum serve un regolamento»

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LACONI. Mentre è pienamente operativa la nuova provincia del Sud Sardegna con capoluogo Carbonia e sedi a Cagliari, Iglesias e Sanluri, nella cittadina del Sarcidano, sembra aprirsi la strada del referendum per una scelta definitiva a quale ente provinciale aderire.

Almeno questo è ciò che chiedono i due gruppi consiliari di minoranza che nei mesi scorsi avevano presentato al sindaco Anna Paola Zaccheddu «una richiesta di parere sul modulo per la raccolta firme per proposta di referendum consultivo».

Con il referendum i residenti del centro del Sarcidano potranno esprimersi sull’ambito territoriale al quale appartenere e l’esito referendario potrà orientare la legge regionale e fare finalmente chiarezza sulla situazione caotica che vede il paese del Sarcidano tutt’ora in bilico tra Oristano, Sud Sardegna e Nuoro.

L’argomento è stato oggetto di diverse sedute del consiglio comunale, ma non tutte hanno dato gli esiti sperati.

Nella seduta di consiglio comunale del 10 marzo scorso le due proposte avanzate dai gruppi consiliari di opposizione, la revoca della deliberazione dell’8 febbraio 2016 in cui si parla di “adesione del Comune di Laconi alla Provincia del Sud Sardegna», e la richiesta di indire un referendum consultivo per la scelta della provincia di appartenenza, sono state respinte.

Ma dopo questo primo no al referendum, che emerge appunto dal voto negativo del gruppo di maggioranza, sembra, invece, che ci sia ora la volontà di voler collaborare per creare le condizioni per una consultazione popolare. I cittadini, però, per esprimersi in merito alla scelta della provincia Oristano o Sud Sardegna con capoluogo Carbonia, dovranno attendere ancora prima di essere chiamati alle urne. Come ha sottolineato il Sindaco nella risposta ai gruppi di opposizione, il comune di Laconi risulta, infatti, attualmente sprovvisto di una apposita regolamentazione sulle consultazioni popolari. L’intento è quello di avviare l’iter per l’ adozione di un regolamento sugli istituti di partecipazione popolare, da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale. In sostanza si dovranno stabilire i requisiti di legittimazione dei partecipanti, le modalità di raccolta delle firme, l’organizzazione dei seggi, i luoghi e tempi della consultazione. Nelle prossime settimane si procederà alla convocazione della conferenza dei capigruppo. (iv.ful.)

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