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Oristano

Oristano, sguardo sulla città: monumenti aperti tra storia e memoria

di Michela Cuccu
Oristano, sguardo sulla città: monumenti aperti tra storia e memoria

Questo fine settimana ventunesima edizione della rassegna. Due anteprime al museo diocesano e a Santa Chiara

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ORISTANO. Cinquantotto siti da visitare, undici eventi collaterali, otto mostre e oltre 1500 persone coinvolte fra guide, volontari, operatori museali: insomma, ecco “Monumenti aperti”. Sabato e domenica, la nona edizione (per Oristano) della rassegna che da 21 anni si tiene in Sardegna e ora anche in altre città italiane, ad esempio a Ferrara, dove, per l’occasione saranno riaperti i monumenti danneggiati dal sisma di sei anni fa, renderà fruibili i tesori della città giudicale. L’organizzazione è di Imago Mundi, affiancata da un comitato locale, composto da Comune, Fondazione Sa Sartiglia, cooperativa La Memoria Storica, ma anche la Diocesi e decine di enti, fra scuole e associazioni.

Due le anteprime previste per il pomeriggio di venerdì 5 maggio, con l’inaugurazione, al Museo Diocesano, della mostra “Il sacro e profano nell’opera di Antonio Corriga”;  nella chiesa di Santa Chiara, presentati il libro “Santa Chiara di Oristano, Chiesa e Monastero tra storia e arte” e la mostra fotografica “La luce delle Clarisse” che, attraverso l’obiettivo di Gabriele Calvisi, racconta in venti immagini la quotidianità delle dieci monache di clausura che compongono la comunità del convento oristanese.

Giovedì mattina l’evento è stato presentato dal sindaco, Guido Tendas, l’assessore comunale alla Cultura, Maria Obinu, il direttore della Fondazione Sa Sartiglia, Francesco Obino, Silvia Oppo, direttore del Museo Diocesano in rappresentanza dell’arcivescovo Ignazio Sanna e Franco Saddi di Imago Mundi.

I monumenti saranno fruibili gratuitamente grazie alla collaborazione di un vero e proprio esercito di volontari, composto da studenti, insegnanti, componenti di associazioni culturali, che accompagneranno turisti e visitatori alla scoperta dei tesori della città, molti dei quali, chiusi al pubblico per il resto dell’anno. Si tratta per la maggior parte di monumenti religiosi, dall’antica canonica della cattedrale al seminario tridentino, passando per chiese e monasteri e il museo diocesano, solo per indicarne alcuni. Si potranno inoltre visitare i musei e i siti di documentazione: Antiquarium Arborense, Biblioteca e Pinacoteca comunale, il Centro di documentazione sulla Sartiglia e il commediografo Antonio Grarau; gli archivi di Stato e quello Storico comunale, ma anche, i palazzi comunali (Scolopi, Campus Colonna, Carta), Palazzo Arcais e il Teatro San Martino, la sede del Gremio dei Falegnami. Apriranno al pubblico anche Casa Nurra con annesso laboratorio del farmacista, Palazzo Paderi e il Liceo artistico.

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