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Oristano

Laconi, un regolamento per i referendum

Laconi, un regolamento per i referendum

La norma, che ora manca, dovrà disciplinare lo svolgimento delle consultazioni comunali

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LACONI. È stata accolta dal sindaco Anna Paola Zaccheddu la proposta dei gruppi di opposizione, “Insieme per Laconi” e “Laconi Bene Comune”, per lavorare congiuntamente su una bozza di regolamento sullo svolgimento dei referendum consultivi.

Massima disponibilità, dunque, ad un lavoro condiviso. «Le regole del gioco, nelle migliori democrazie, si scrivono insieme e non devono essere imposte da nessuno – dice Simona Corongiu che precisa però – come la mancanza di un regolamento o un ritardo nella sua adozione, non possa impedire l' esercizio di un diritto, quale quello costituzionalmente tutelato, della indizione di un referendum consultivo».

La querelle tra maggioranza e opposizione risale a circa un anno fa, quando il consiglio comunale, con il solo voto del gruppo di maggioranza, approvò una delibera per chiedere il trasferimento del Comune di Laconi alla Provincia del Sud Sardegna.

«Sarebbe bastato revocare quella delibera e noi non avremmo chiesto l' indizione del referendum. Su questioni così importanti la parola spetta ai cittadini», sottolinea il consigliere Giovanni Marini. Lo scorso mese di marzo i gruppi di opposizione hanno chiesto chiarimenti per poter indire il Referendum, evidenziando la mancanza di un regolamento e manifestando la disponibilità a scrivere insieme, in tempi brevi, le regole.

Lo statuto comunale prevede che un referendum viene indetto dal sindaco anche quando viene richiesto con “istanza sottoscritta dal 20 per cento degli elettori”.

Si tratta ora di trovare un accordo sulle modalità di svolgimento e sul quorum necessario per là validità del quesito referendario.

«Il dialogo e il confronto sono necessari in questi casi, anche perché le regole varranno per tutte le consultazioni che si faranno in futuro. Vero è che deve essere approvato un regolamento che tenga conto anche della disaffezione dei cittadini verso la politica, prevedendo un quorum quanto più democratico possibile», dicono i consiglieri Carlo Orgiu e Claudio Trogu.

Sulla necessità di procedere celermente, concordano i consiglieri dei due gruppi. «Non c'è tempo da perdere. Abbiamo aspettato per più di un mese e mezzo la risposta della sindaca, anche oltre il termine previsto dalla legge. Il regolamento non solo deve essere fatto in fretta, ma deve anche essere semplice nella sua formulazione. Per questo porteremo al primo incontro una bozza su cui già iniziare a ragionare». Resta da vedere se l’accelerazione sui tempi della minoranza troverà il primo cittadino concorde.(iv.fulgh)

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