Tra Cera e Gallus lite per la poltrona di Oscar Cherchi
Dichiarato decaduto dopo la condanna per i fondi ai gruppi Dura replica del sindaco di Arcidano al collega di Paulilatino
ORISTANO. Per la poltrona scoppia la lite. Sembrava dover essere un normale – si fa per dire – passaggio di consegne tra chi è stato dichiarato decaduto e chi doveva subentrare al suo posto. Invece accade che la storia si trasformi in un triangolo e che il terzo incomodo spunti all’improvviso. La poltrona è quella non esattamente scomoda e sicuramente ben retribuita su cui siedono i consiglieri regionali. La recente sentenza del tribunale a proposito dell’utilizzo dei fondi destinati all’attività dei gruppi politici ha sancito la condanna in primo grado per il consigliere di Forza Italia, Oscar Cherchi.
Inesorabile, qualche settimana dopo la decisione che attende altri gradi di giudizio, è arrivato anche il provvedimento con il quale viene dichiarato decaduto proprio Oscar Cherchi. La Legge Severino è implacabile in casi come questi e infatti è passata via come un ciclone travolgendo anche altri due consiglieri regionali, Mario Floris e Alberto Randazzo. Tornando ai fatti oristanesi, appariva a tutti scontato che il posto di Oscar Cherchi dovesse essere preso dal primo dei non eletti ovvero l’attuale sindaco di San Nicolò Arcidano, Emanuele Cera. Invece accade ciò che non ci si aspettava. Il consigliere Domenico Gallus, secondo dei non eletti e attuale sindaco di Paulilatino, ha sollevato il dito per dire che ci sarebbe anche lui e che quella poltrona non dovrebbe conoscere altri titolari.
Apriti Cielo! Emanuele Cera mica gradisce il fatto che il compagno di partito abbia inviato una diffida per intimare il consiglio regionale affinché non nomini Emanuele Cera perché un atto simile sarebbe viziato da un’incompatibilità. E poco c’entra che il sindaco di Arcidano abbia raccolto 3.198 preferenze a fronte delle 2.565 di Domenico Gallus. «Non comprendo le ragioni di tale richiesta – esordisce Emanuele Cera –. Siamo di fronte alla richiesta di una persona avente un interesse diretto, che dichiara ipotetiche cause di ineleggibilità, ma che le stesse dovranno esser stabilite eventualmente dal giudice ordinario non dalla giunta per le elezioni o dal consiglio regionale. Tuttavia sono certo che i consiglieri regionali interessati, al di là dello schieramento politico che rappresentano, ben pondereranno le decisioni, anche perché peserà nei loro confronti una diretta responsabilità; prima di ogni e qualsiasi eventuale pronunciamento, sono certo che vorranno tenere in debita considerazione la memoria che attraverso il legale di fiducia ho presentato, dove si evincono in modo chiaro le mie ragioni». Emanuele Cera attende quindi la convocazione e minaccia di fare causa qualora ciò non accadesse e lo fa «In difesa del mio paese, del Terralbese e della provincia di Oristano».
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