La Nuova Sardegna

Oristano

Bosa, restauro per l’antica chiesa dei Cappuccini

di Alessandro Farina
Bosa, restauro per l’antica chiesa dei Cappuccini

L’edificio di Santa Maria degli Angeli è inagibile da anni Mai sconsacrato, è stato utilizzato per iniziative culturali

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BOSA. Per la chiesa di Santa Maria degli Angeli ai Cappuccini si avvicina finalmente il momento degli agognati lavori di restauro che dovrebbero consentire, una volta eseguiti, alla Parrocchia del Sacro Cuore di poter utilizzare nuovamente lo storico tempio per le funzioni religiose, e restituire anche ai cittadini la fruizione dell’ampio piazzale da cui si gode la vista del castello e del quartiere medievale di Sa Costa e verso il mare della torre aragonese dell’isola Rossa. Il tutto a due passi dall’ex complesso dei Cappuccini, dove un progetto di vecchia data, prevede la nascita del museo archeologico territoriale della Planargia. Per quanta riguarda la chiesa di Santa Maria degli Angeli il segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per la Sardegna ha pubblicato l’avviso di manifestazione d’interesse per l’espletamento di procedura negoziata del primo lotto dei lavori di restauro architettonico e conservativo. Restauro monumentale, per il quale l’importo a base d’asta ammonta a 78mila euro, per opere da realizzare all’interno e all’esterno dell’edificio sacro. La chiesa, pur chiusa da tempo, cioè da quando la parrocchia si trasferì nel nuovo tempio all’inizio di via Parpaglia negli anni ‘80, è rimasta sempre consacrata. Nel corso del tempo sono stati eseguiti una serie di lavori, mentre il tempio è stato utilizzato per manifestazioni di carattere culturale e musicale. Dal suo arrivo al Sacro Cuore il parroco don Paolino Fancello ha chiesto al comune la possibilità di aprire costantemente il tempio, rimasto sempre nel cuore dei bosani, al culto. L’iter per ottenere il necessario nulla osta però non appare di breve durata, con l’attuale amministrazione a dare a quanto pare finalmente una spinta decisiva.

Prima del però devono essere realizzate una serie di opere di restauro che prevedono interventi nella copertura, nel sistema di regolamentazione delle acque meteoriche, nel risanamento di intonaci e pitture, con restauro e consolidamento di un architrave, la sostituzione di alcuni infissi, e il rifacimento di una porzione di pavimentazione ed il completamento dell’impianto elettrico. Grazie all’avviso pubblico, si potrà quindi ora individuare le ditte da invitare poi alla procedura negoziata. Una volta eseguiti i lavori la speranza quindi è che la chiesa sia finalmente consegnata alla parrocchia e riaperta al culto dei fedeli, e magari alle visite dei turisti amanti dell’arte. Riqualificando certamente uno degli angoli più suggestivi e ricchi di storia della città.

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