La Nuova Sardegna

Oristano

Case mobili per i Rom in via Ghilarza

La delibera della Giunta individua l’area: possibile spendere gli 80mila euro disponibili

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ORISTANO. Saranno sistemate in un’area di via Ghilarza, a ridosso della linea ferroviaria, le case mobili che il Comune potrà acquistare con un finanziamento ministeriale di 80mila euro. L’altra sera la Giunta Tendas ha infatti deliberato per la destinazione di un terreno di proprietà comunale che, una volta dotato dei servizi essenziali, intesi come collegamento alla rete elettrica, fognaria e dell’acqua potabile, vedrà sorgere alcuni prefabbricati destinati ad ospitare le sette famiglie rom che attualmente vivono nei fabbricati, fatiscenti dell’ex mattatoio.

L’approvazione della delibera è arrivata quasi al fotofinish, nel senso che il Comune rischiava di perdere il finanziamento europeo legato alle politiche di inclusione sociale, ottenuto dopo anni di tentativi andati a vuoto. «In questo modo potremo finalmente dare una risposta abitativa a circa venti persone, fra cui diversi bambini che da oltre 25 anni vivevano in condizioni abitative inaccettabili sotto il profilo della sicurezza e dell’igiene. Agli 80mila euro provenienti dal bando, il Comune ne aggiungerà altri 20mila che serviranno a completare l’intervento».

Da tempo il Comune stava vagliando diverse ipotesi per la sistemazione delle casette prefabbricate e già dall’inizio la scelta era ricaduta su via Ghilarza. Successivamente si era pensato anche di utilizzare un’area nei pressi del santuario del Rimedio, dove sorgeva l’ex stazione di monta, da tantissimo tempo inutilizzata. I problema, come aveva recentemente spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Efisio Sanna, era legato a contenere le spese «Acquistare un’area sarebbe impensabile sotto il profilo dei costi, dobbiamo perciò utilizzare terreni di proprietà comunali».

Per la piccola comunità rom bosniaca che da un quarto di secolo vive in Città si tratterà di una autentica svolta. Loro stessi hanno sempre lamentato le enormi difficoltà ad abitare in casupole fatiscenti che si allagano ad ogni pioggia appena abbondante. Il trasloco inoltre consentirà di recuperare uno stabile pubblico, appunto l’ex mattatoio, di notevole importanza considerata anche la sua collocazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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