Bosa, via libera al bilancio Residui attivi per 4 milioni
di Alessandro Farina
Il documento consuntivo 2016 passa con l’incognita dei crediti, soprattutto Tarsu L’opposizione si astiene e chiede spiegazioni sull’appalto per il verde pubblico
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BOSA. Il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza il bilancio consuntivo 2016. I gruppi di minoranza si sono astenuti. Il rendiconto della gestione per l’esercizio 2016 era al primo punto dell’ordine del giorno, seguito dall’applicazione dell’avanzo di amministrazione 2016 e la ratifica di una delibera adottata dalla giunta comunale relativa alla variazione d’urgenza al bilancio di previsione 2017-2019. «C’è stato un lavoro certosino da parte dell’Ufficio Ragioneria per ripulire il bilancio. Tutti i residui attivi e passivi che non erano più esigibili sono stati cancellati», ha evidenziato il sindaco Luigi Mastino. Un lavoro che parte da lontano. «Merito anche della precedente amministrazione e degli uffici, tenendo conto che le procedure si sono fatte sempre più più stringenti e ferree» riconosce Mastino. Si tratta delle voci dove non c’era più possibilità di intervenire, perché magari non c’era la possibilità di riscossione da parte del Comune o l’obbligo di pagamento da parte del privato. Per quanto riguarda le cifre concrete, «Abbiamo rilevato circa sette milioni di euro di residui attivi e due milioni e mezzo di euro di residui passivi», spiega Mastino. Nel bilancio 2016 spiccano le somme a vario titolo dovute al Comune. «Il problema è che buona parte dei residui attivi fa capo a tributi non pagati dai contribuenti che riguardano il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per una somma, cresciuta percentualmente negli anni, che si aggira ora sui 4 milioni di euro», l’incognita a cui l’amministrazione dovrà evidentemente fare fronte. «Si tratta di un credito complessivo per il quale saranno attivate le procedure di rientro di legge» conclude il sindaco di Bosa. Dalle minoranze, attraverso l’ex sindaco Piero Franco Casula, è arrivata la richiesta di visionare le voci dei Piani gestionali, per comprendere come e in che misura le varie poste di bilancio destinate ai diversi settori della vita amministrativa andranno poi utilizzate nel concreto. All’inizio della riunione sempre Casula ha posto anche una serie di quesiti: il primo sulla procedura seguita per l’appalto del verde pubblico cittadino. «Vogliamo capire come è stata fatta la scelta delle imprese, la congruità degli importi dei lavori da eseguire». Altro argomento quello dei termini per le domande sullo stato di calamità naturale dovuto alla siccità, scaduti il 29 maggio, con richiesta di una proroga. In Comune, ha detto l’assessore Silvia Tanda, sono già arrivate circa trenta relazioni sui danni riportati nelle aziende agricole e zootecniche di Bosa a causa della siccità.
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