La Nuova Sardegna

Oristano

busachi e abbasanta 

La siccità comincia a fare paura 

Campagne riarse: i Comuni chiedono lo stato di calamità naturale 

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BUSACHI. Con le istanze di Busachi e Abbasanta si allunga l’elenco dei Comuni che invocano il riconoscimento dello stato di calamità provocato dall’arsura delle ultime settimane e dalla quasi totale assenza di piogge che ha caratterizzato le stagioni autunnale e invernale. E nei prossimi mesi la situazione sembra destinata a peggiorare se, come si teme, alle popolazioni saranno imposte le restrizioni idriche per razionalizzare l’uso delle riserve presenti nei bacini.
Intanto a risentire dell’andamento del clima sono gli imprenditori agricoli, che hanno potuto ricavare pochissimo foraggio dai propri terreni e si vedranno costretti ad acquistare più scorte del normale. «Le aziende rischiano di vedere seriamente compromessa l'annata agraria, con pesanti ripercussioni economiche», è il timore espresso dalla giunta Orrù nella delibera trasmessa alla presidenza della Regione, agli assessorati Difesa dell’ambiente e Agricoltura e Riforma agropastorale, ai Servizi territoriali delle agenzie Laore e Argea per chiedere aiuti economici o anticipazioni con cui poter fronteggiare l’emergenza.
Gli uffici comunali sono già pronti a fare la loro parte per raccogliere le segnalazioni dei danni subiti da agricoltori, allevatori e aziende agro-alimentari che ritengono di essere state danneggiate dagli eventi siccitosi. Sarà poi Argea a valutare la sussistenza e a quantificare l’entità delle perdite economiche. La stessa procedura adotterà l’amministrazione di Abbasanta dopo che sottoporrà la richiesta del riconoscimento dello stato di calamità al Consiglio comunale, in aula domani. (mac)

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