La Nuova Sardegna

Oristano

Turismo secondo l’archeo-natura 

di Francesco G. Pinna

Il Progetto Phoenix, a piedi e in bici da Torregrande a Tharros: attesi 60mila visitatori in 3 anni

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ORISTANO. Slitta di 20 giorni la conclusione dei lavori del percorso archeologico e naturalistico che consentirà di andare a piedi o in bicicletta da Torregrande fino alle rovine di Tharros saltando il canale di Sa Mardini e la bocca a mare della laguna di Mistras. Stando al contratto i lavori dovevano essere conclusi entro domani, ma l'impresa piemontese che li sta realizzando, la Società cooperativa Agricola Valli Unite del Canavese ha chiesto e ottenuto dalla Provincia una proroga di venti giorni motivata con la necessità di ridefinire e revisionare il cronoprogramma alla luce dello stralcio di due chioschi ordinato dall'Ente e di conoscere le nuove lavorazioni previste in sostituzione. Niente di grave, considerato che dal giorno della presentazione in pompa magna nella sala Giunta della Provincia sono passati ormai quasi dieci anni. Tempi che si potrebbero definire biblici, ma in fondo ordinaria amministrazione per i progetti della Provincia di Oristano e non solo, per un’iniziativa che aspira a dare una svolta alle ambizioni turistiche di Oristano e di Cabras, i due Comuni interessati da questo primo stralcio del complessivo progetto Phoinix, che coinvolge anche il territorio di Santa Giusta e quindi dell'antica Othoca. Il progetto porta la firma degli architetti Pier Franco Perra, Anna Maria Perra e Luca Loi e dell'archeologo Raimondo Zucca in veste di consulente. Il percorso segue sentieri e tracciati in larga parte già esistenti. Il punto di partenza è più o meno all'inizio della strada che da Torregrande conduce al porticciolo turistico e poi si sviluppa all'interno della pineta lasciandosi sulla destra il canale Bau Mannu, uno dei quattro adduttori dello Stagno di Cabras, per arrivare fino alla peschiera di Sa Mardini. Saltato il canale omonimo prosegue fino alla peschiera di Mistras, salta la bocca a mare e poi prosegue fino a San Giovanni di Sinis e alle rovine di Tharros passando lungo la sottile striscia di terra che separa la laguna di Mistras dal mare. Lungo il percorso, che offre panorami inediti per la stragrande maggioranza degli oristanesi e degli stessi cabraresi ed è già ben delineato grazie a una serie di “paracarri” di legno dipinti di rosso infissi nel terreno, saranno disponibili non solo i tradizionali punti di osservazione di ogni percorso naturalistico ma anche alcune aree di sosta e ristoro in prossimità delle peschiere di Sa Mardini e di Mistras. Per quanto riguarda la gestione, i progettisti suggerivano qualche anno fa accordi fra le istituzioni interessate estesi però anche a soggetti privati e associazioni culturali, ambientaliste e sportive. L'obiettivo è quello di arrivare in tre anni a più di 60mila fruitori del percorso pescando in particolare tra i quasi 50mila turisti che ogni anno visitano le rovine di Tharros e tra gli amanti della natura e dell'ambiente.

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