Torregrande, via i veleni dall’ex Sipsa
di Michela Cuccu
Sopralluogo dell’assessore regionale all’Ambiente Donatella Spano: «La bonifica terminerà prima del previsto»
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ORISTANO. Termineranno con alcuni mesi di anticipo, le opere di bonifica dell’ex raffineria dell’Ivi petrolifera. È una delle novità emerse ieri mattina durante un sopralluogo nel cantiere da parte dell’assessore regionale all’Ambiente, Donatella Spano, accompagnata dal sindaco, Guido Tendas e dai tecnici e dirigenti dell’Arpas e del Servizio regionale di tutela dell’atmosfera del territorio.
Nell’area dell’ex Sipsa da mesi c’è un’attività febbrile, con mezzi pesanti al lavoro, aree delimitate, vasch e strumenti e centraline di rilevazione. Cantiere che per la prima volta ha accolto anche i giornalisti, in una visita guidata con i titolari dell’impresa e i tecnici responsabili di uno dei più imponenti, ma anche criticati interventi sul territorio di Oristano.
Critiche che riguardano, va ricordato, non certo la bonifica e della falda, ma il piano di gestione dell’area che da industriale si trasformerà in insediamento immobiliare e turistico con un piano di gestione forestale di un tratto di pineta tra Torregrande e il Pontile.
L’intervento a Torregrande fa parte dell’accordo siglato da Ivi e Comune. Un accordo che prevedeva il trasferimento dello stabilimento industriale da Torregrande all’area industriale (già avvenuto), ma soprattutto la realizzazione di un complesso per 700-800 posti letto, un campo da golf, le opere di urbanizzazione primaria e secondaria all’interno del perimetro dell’intervento e nelle vicinanze, oltre a quelle esterne al perimetro del complesso attinenti all’intervento di riqualificazione urbanistica ed ambientale.
Le bonifiche hanno già permesso di rimuovere gli enormi cumuli di rifiuti dell’attività industriale (smaltiti in massima parte nell’impianto di Ottana) ed ora le ruspe, che continuano a lavorare, hanno fatto riemergere quello che si potrebbe definire il terreno prima della raffineria, composto da sabbia marina.
Fra due mesi, inoltre inizierà l’opera di trattamento della falda, che nel progetto iniziale dovrebbe durare circa un anno, ma che secondo le previsioni potrebbero terminare con anticipo. «Tempi rassicuranti – è stato il commento dell’assessore Spano – più rapidi rispetto ad altre realtà isolane, frutto sicuramente di una buona sinergia fra Enti pubblici e parte privata».
Un intervento corposo che prevede anche il coinvolgimento di Abbanoa, attraverso un accordo che consentirà di utilizzare il depuratore realizzato dal Comune a Torregrande per un ciclo di riutilizzo delle acque reflue, che, adeguatamente trattate, verranno reimpiegate per l’irrigazione del campo da golf che poi è anche uno degli elementi di maggiormente al centro delle polemiche sul progetto.
Campo da golf che, invece, secondo quanto ha spiegato la proprietà, avrà caratteristiche molto diverse dagli analoghi impianti esistenti attualmente in Sardegna e soprattutto in Italia. Il campo, il primo di questo tipo ad essere realizzato in Italia e fra i pochi attualmente presenti in Europa, hanno spiegato, c sarà concepito nel segno del risparmio idrico, con i consumi irrigui ridotti del 50 per cento, anche attraverso l’impiego di essenze per la realizzazione del prato, particolarmente rustiche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nell’area dell’ex Sipsa da mesi c’è un’attività febbrile, con mezzi pesanti al lavoro, aree delimitate, vasch e strumenti e centraline di rilevazione. Cantiere che per la prima volta ha accolto anche i giornalisti, in una visita guidata con i titolari dell’impresa e i tecnici responsabili di uno dei più imponenti, ma anche criticati interventi sul territorio di Oristano.
Critiche che riguardano, va ricordato, non certo la bonifica e della falda, ma il piano di gestione dell’area che da industriale si trasformerà in insediamento immobiliare e turistico con un piano di gestione forestale di un tratto di pineta tra Torregrande e il Pontile.
L’intervento a Torregrande fa parte dell’accordo siglato da Ivi e Comune. Un accordo che prevedeva il trasferimento dello stabilimento industriale da Torregrande all’area industriale (già avvenuto), ma soprattutto la realizzazione di un complesso per 700-800 posti letto, un campo da golf, le opere di urbanizzazione primaria e secondaria all’interno del perimetro dell’intervento e nelle vicinanze, oltre a quelle esterne al perimetro del complesso attinenti all’intervento di riqualificazione urbanistica ed ambientale.
Le bonifiche hanno già permesso di rimuovere gli enormi cumuli di rifiuti dell’attività industriale (smaltiti in massima parte nell’impianto di Ottana) ed ora le ruspe, che continuano a lavorare, hanno fatto riemergere quello che si potrebbe definire il terreno prima della raffineria, composto da sabbia marina.
Fra due mesi, inoltre inizierà l’opera di trattamento della falda, che nel progetto iniziale dovrebbe durare circa un anno, ma che secondo le previsioni potrebbero terminare con anticipo. «Tempi rassicuranti – è stato il commento dell’assessore Spano – più rapidi rispetto ad altre realtà isolane, frutto sicuramente di una buona sinergia fra Enti pubblici e parte privata».
Un intervento corposo che prevede anche il coinvolgimento di Abbanoa, attraverso un accordo che consentirà di utilizzare il depuratore realizzato dal Comune a Torregrande per un ciclo di riutilizzo delle acque reflue, che, adeguatamente trattate, verranno reimpiegate per l’irrigazione del campo da golf che poi è anche uno degli elementi di maggiormente al centro delle polemiche sul progetto.
Campo da golf che, invece, secondo quanto ha spiegato la proprietà, avrà caratteristiche molto diverse dagli analoghi impianti esistenti attualmente in Sardegna e soprattutto in Italia. Il campo, il primo di questo tipo ad essere realizzato in Italia e fra i pochi attualmente presenti in Europa, hanno spiegato, c sarà concepito nel segno del risparmio idrico, con i consumi irrigui ridotti del 50 per cento, anche attraverso l’impiego di essenze per la realizzazione del prato, particolarmente rustiche.
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