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Narbolia, sul green di Is Arenas Bugatti da tutto il mondo 

Narbolia, sul green di Is Arenas Bugatti da tutto il mondo 

NARBOLIA. Il raduno mondiale delle Bugatti ha fatto tappa e sosta nell’Oristanese, ospite del Golf Club Is Arenas, dove gli oltre cento esemplari (quasi tutti quelli esistenti nei cinque continenti)...

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NARBOLIA. Il raduno mondiale delle Bugatti ha fatto tappa e sosta nell’Oristanese, ospite del Golf Club Is Arenas, dove gli oltre cento esemplari (quasi tutti quelli esistenti nei cinque continenti) rimarranno fino a domani. L’International Bugatti Meeting Italia, organizzato dal Bugatti Club Italia presieduto da Franco Majno, ha portato in provincia alcuni tra i modelli più prestigiosi del famoso marchio automobilistico francese, fondato però da un emigrato italiano: Ettore Bugatti. Le auto sono arrivate da ben 19 paesi (Australia, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Giappone, Europa e Italia) percorrendo l’ultimo centinaio di chilometri in totale autonomia. «In Italia - ha detto Majno - esistono soltanto 6 modelli di Bugatti, nessuno in Sardegna, e sono tutti perfettamente funzionanti».

Un evento che ha portato in provincia parecchi Paperoni della finanza mondiale che, pur di godere della bellezza paesaggistica e ambientale della Sardegna in compagnia delle loro affascinanti “vecchie signore”, non hanno certo badato a spese. Nei giorni di permanenza in terra sarda le preziose auto (tra esse anche un modello del 1932 appartenuto al re del Belgio Alberto Primo, costruito in soli sei esemplari per correre i gran premi), hanno percorso le strade dell’oristanese in direzione dell’area archeologica di Santa Cristina, per andare poi al nuraghe Losa, a San Giovanni, a Tharros e infine alla peschiera di Pontis.

Nel campo base, allestito al Golf Club, i proprietari hanno gustato esclusivamente prodotti del territorio; agli aperitivi, ai pasti e ai dessert, sono stati abbinati vini locali, selezionati dai sommelier. Piero Pellò, amministratore del Golf Club, ha detto: «Si è trattato di una presenza importante, che ha dato ulteriore visibilità e valore a questo bellissimo territorio e quindi anche al nostro impianto». (pi.maro.)

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