Nuove professioni dalle biomasse dell’agro-zootecnia
di Michela Cuccu
Accordo tra Coldiretti e Confartigianato per la formazione Organizzati corsi a numero chiuso per istruire gli addetti
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ORISTANO. La green economy ha bisogno di nuove professionalità. Di tecnici che sappiano come funzionano gli impianti capaci di trasformare in energia, ad esempio, gli scarti vegetali e gli scarichi delle stalle.
E nascono nuove professioni: scadono il 26 giugno i termini per la presentazione delle domande al corso formativo per operatore nel settore dell’agroenergia. Finanziati dalla Regione e dal Fondo sociale europeo, i corsi (in Sardegna se ne terranno tre: a Oristano, Nuoro e Cagliari) sono a numero chiuso, con 17 allievi (di cui almeno otto donne) per ogni edizione. Non c’è limite di età per potervi accedere, bisognerà però essere maggiorenni, inattivi, inoccupati e disoccupati e residenti o domiciliati in Sardegna.
Partner del progetto sono Confartigianato (attraverso la società consortile Artigian service che si occupa di scuola e formazione) e Coldiretti.
Sarà proprio l’organizzazione imprenditoriale agricola a mettere a disposizione le aziende dove i corsisti potranno, attraverso l’alternanza scuola-lavoro, svolgere la parte pratica, mentre il programma della parte teorica prevede lo studio di materie come fondamenti di chimica agraria, biomasse a uso energetico, meccanica, impiantistica, sicurezza sul lavoro e antincendio, comunicazione e gestione dei gruppi di lavoro, informatica applicata agli impianti.
Al termine del corso, si otterrà la qualifica di operatore specializzato che consentirà di poter lavorare negli impianti per la produzione di energia da biomasse di derivazione agricola. Una professione, come hanno spiegato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa Angela Secci, Giampaolo Fanari, ripettivamente direttore, presidente e segretario di Artigian Service Oristano, Marco Franceschi, direttore di Confartigianato e dal presidente provinciale della Coldiretti, Giovanni Murru, piuttosto rara ma con molte prospettive dato che si tratta di un settore in forte espansione. «Poter trasformare in energia gli scarti dell’attività agro-zootecnica e contemporaneamente risparmiare sui costi di smaltimento, rispettando l’ambiente» è uno degli obiettivi di tantissime aziende che ad esempio consorziandosi potrebbero persino diventare autosufficienti per l’energia», ha detto il presidente di Coldiretti. Non è un caso, dunque, che a settembre partiranno nuovi corsi di formazione, questa volta, destinati agli imprenditori. «Senza contare che in questo modo avremo già professionalità candidate a lavorare – ha concluso Marco Franceschi – nei nuovi impianti per la bionergia che sorgeranno nel territori».
E nascono nuove professioni: scadono il 26 giugno i termini per la presentazione delle domande al corso formativo per operatore nel settore dell’agroenergia. Finanziati dalla Regione e dal Fondo sociale europeo, i corsi (in Sardegna se ne terranno tre: a Oristano, Nuoro e Cagliari) sono a numero chiuso, con 17 allievi (di cui almeno otto donne) per ogni edizione. Non c’è limite di età per potervi accedere, bisognerà però essere maggiorenni, inattivi, inoccupati e disoccupati e residenti o domiciliati in Sardegna.
Partner del progetto sono Confartigianato (attraverso la società consortile Artigian service che si occupa di scuola e formazione) e Coldiretti.
Sarà proprio l’organizzazione imprenditoriale agricola a mettere a disposizione le aziende dove i corsisti potranno, attraverso l’alternanza scuola-lavoro, svolgere la parte pratica, mentre il programma della parte teorica prevede lo studio di materie come fondamenti di chimica agraria, biomasse a uso energetico, meccanica, impiantistica, sicurezza sul lavoro e antincendio, comunicazione e gestione dei gruppi di lavoro, informatica applicata agli impianti.
Al termine del corso, si otterrà la qualifica di operatore specializzato che consentirà di poter lavorare negli impianti per la produzione di energia da biomasse di derivazione agricola. Una professione, come hanno spiegato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa Angela Secci, Giampaolo Fanari, ripettivamente direttore, presidente e segretario di Artigian Service Oristano, Marco Franceschi, direttore di Confartigianato e dal presidente provinciale della Coldiretti, Giovanni Murru, piuttosto rara ma con molte prospettive dato che si tratta di un settore in forte espansione. «Poter trasformare in energia gli scarti dell’attività agro-zootecnica e contemporaneamente risparmiare sui costi di smaltimento, rispettando l’ambiente» è uno degli obiettivi di tantissime aziende che ad esempio consorziandosi potrebbero persino diventare autosufficienti per l’energia», ha detto il presidente di Coldiretti. Non è un caso, dunque, che a settembre partiranno nuovi corsi di formazione, questa volta, destinati agli imprenditori. «Senza contare che in questo modo avremo già professionalità candidate a lavorare – ha concluso Marco Franceschi – nei nuovi impianti per la bionergia che sorgeranno nel territori».
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