La Nuova Sardegna

Oristano

Bosa, il salvamento a mare sarà comunque garantito 

di Alessandro Farina
Bosa, il salvamento a mare sarà comunque garantito 

Sicurezza, l’amministrazione comunale ha deciso di metter mano al portafoglio La vice sindaca Maura Cossu: indispensabile, non possiamo rischiare vite umane

2 MINUTI DI LETTURA





BOSA. Salvamento a mare: comunque vada il braccio di ferro con la Regione sulle regole del finanziamento previsto per i comuni costieri, l’amministrazione comunale di Bosa è disposta a mettere mano al portafogli pur di garantire un servizio essenziale per la sicurezza dei bagnanti nelle spiagge principali della costa. Non ci sono se o ma su questo argomento, a sentire le dichiarazioni della vice sindaco Maura Cossu. L’amministratore martedì ha partecipato a um incontro a Oristano, insieme ai colleghi dei centri costieri della provincia. Il gruppo di amministratori, forte anche dell’appoggio di Anci Sardegna, ha chiesto ora un incontro all’assessore regionale all’Ambiente per avere delucidazioni sui criteri di spendita delle risorse destinate al salvamento a mare nel 2017, dopo i problemi riscontrati per la chiusura dei conti l’anno precedente. «Il salvamento a mare per noi è un servizio essenziale, quindi in caso di assenza di risposte dovremo cercare una soluzione che ci consenta di attivare comunque le postazioni» ribadisce Maura Cossu. Il riscontro in termini di vite salvate, e non solo considerando che si tratta di uno dei servizi maggiormente richiesti dai bagnanti, è sotto gli occhi di tutti. «Solo l'anno scorso sono stati effettuati diversi interventi importanti da parte degli operatori della Croce rossa di Bosa», ricorda infatti Maura Cossu. Nella città del Temo la giunta ha già deliberato di voler siglare una convenzione con il Comitato della Croce rossa per un ammontare di quindicimila euro per l’apertura delle postazioni con torretta e bagnini a Bosa Marina e Turas tra luglio e agosto. Fondi che si sperava evidentemente di recuperare per buona parte dai finanziamenti regionali, almeno fino alla bagarre burocratico/amministrativa dei giorni scorsi, che ha messo in subbuglio più di un’associazione e coalizzato gli enti locali. Un mare, quello sulla costa occidentale dell’isola, spesso esposto al Libeccio e al Maestrale, con relative mareggiate, non può rimanere sguarnito. A meno di non voler riempire le spiagge di cartelli di avvisi dal non proprio benefico ritorno in termini di immagine però. Per fare un paragone sarebbe come dover rinunciare al soccorso alpino nelle regioni che sulla neve puntano come motore turistico, viene da pensare in un’isola celebre in mezzo mondo proprio per il forte richiamo del suo mare. «Non ce la sentiamo di rinunciare ad un servizio di tale importanza. Nei prossimi giorni cercheremo di valutare con gli uffici le possibilità». conclude Maura Cossu. Segnando la promessa che, volente o nolente, i baywatch a Bosa questa estate saranno comunque presenti, anche a costo di pagarli con i pochi fondi a disposizione del Comune.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative