Respinta la richiesta di arresti domiciliari per Doddore Meloni
Per il magistrato di sorveglianza le condizioni di salute del leader indipendentista non sono incompatibili con la detenzione. Preannunciate nuove proteste
ORISTANO. Il magistrato di sorveglianza del Tribunale di Cagliari ha respinto la richiesta di arresti domiciliari per gravi motivi di salute per il leader indipendentista Doddore Meloni, attualmente detenuto nel Centro clinico del carcere di Uta dove sta scontando due condanne per evasione fiscale e false attestazioni appena passate in giudicato.
La richiesta è stata respinta perché la relazione medica inviata dai servizi sanitari di Uta non avrebbe evidenziato condizioni di salute incompatibili con la detenzione in carcere, nonostante Meloni sia giunto ormai al cinquantesimo giorno di sciopero della fame. Doddore, presidente del movimento indipendentista Meris, era stato arrestato il 28 aprile scorso e si era subito dichiarato detenuto politico belligerante ai sensi dei trattati internazionali sui diritti umani ratificati anche dallo Stato italiano.
"Evidentemente - ha scritto in una nota Cristina Puddu, legale di Meloni - 54 giorni di mancata alimentazione, uniti all’età di 74 anni e alle minori capacità di resistenza, adattamento e reattività del suo organismo, che sono tali da esporlo al rischio di “seria compromissione dell’omeostasi dei vari organi e apparati vitali” non sono ancora abbastanza sufficienti a far disporre l’espiazione della pena in regime domiciliare". L'avvocato Puddu ha preannunciato "nuove iniziative legali in favore di Meloni, e di denuncia contro i responsabili del sistema sanitario presente dentro la casa circondariale di Uta".
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