Morì schiacciato nella cabina del tir, in due dal giudice
di Enrico Carta
Il trasportatore Andrea Sardu perse la vita a ottobre Omicidio colposo per i titolari di due ditte di trasporto
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ORISTANO. Crollò l’architrave urtato dal camion in manovra. Andò via una vita durante un normale turno di lavoro eppure diverso da tutti gli altri. Andrea Sardu, trasportatore di 53 anni di Terralba, perse la vita nell’incidente avvenuto nella zona industriale. Stava effettuando una manovra col suo camion, quando urtò una parte del prefabbricato che venne giù schiacciando la pilotina e la vita di chi ci stava dentro.
Sembrava un banale errore di manovra, invece quella tragedia ha, per il pubblico ministero Andrea Chelo, dei responsabili ben precisi per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. Sono due: Gastone Fabbri, 73 anni, rappresentante legale della ditta Logistica Mediterranea (ex Tirso Trasporti), Gastone Fabbri, azienda di cui Andrea Sardu era dipendente; e Tonio Fenu, imprenditore iglesiente responsabile per la ditta Gu.Mar. Ispection che aveva subappaltato il lavoro di carico e scarico delle merci dal porto industriale al capannone di via Atene nella zona Industriale.
A entrambi vengono contestate violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro, evidenziate dalle indagini dagli ispettori dello Spresal e dagli agenti della polizia giudiziaria. Sebbene, probabilmente il trasportatore avesse tenuto sollevato il rimorchio del suo camion dopo aver scaricato la merce nel capannone, per chi ha svolto gli accertamenti l’errore non sarebbe all’origine dell’incidente. Quella struttura, secondo le accuse, non doveva essere utilizzata da determinati tipi di automezzi perché inadatti alla manovra in quegli spazi ritenuti troppo angusti.
Sono accuse pesanti che ovviamente possono avere delle ripercussioni notevoli anche nel campo del risarcimento dei danni; accuse dalle quali i due imputati potranno iniziare a difendersi nell’udienza del 4 luglio quella fissata per decidere, di fronte al giudice Silvia Palmas se rinviare a giudizio Gastone Fabbri, difeso dall’avvocato Antonio Leoni, e Tonio Fenu, difeso dall’avvocato Raffaele Miscali.
Sono gli inevitabili passaggi che rendono quasi cinico anche il resoconto della tragedia che, negli atti del tribunale, somiglia a una questione tecnica. Si parla di omicidio colposo per il reato da contestare, di asfissia meccanica da schiacciamento come causa della morte. Ben più che dettagli di una morte assurda, arrivata in un pomeriggio di ottobre dell’anno scorso, quando il turno stava ormai per terminare e l’ennesimo viaggio con trasporto doveva essere anche quello che chiudeva una giornata passata alla guida di quell’amico camion che segnava lo scandire del tempo di un lavoratore.
Sembrava un banale errore di manovra, invece quella tragedia ha, per il pubblico ministero Andrea Chelo, dei responsabili ben precisi per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. Sono due: Gastone Fabbri, 73 anni, rappresentante legale della ditta Logistica Mediterranea (ex Tirso Trasporti), Gastone Fabbri, azienda di cui Andrea Sardu era dipendente; e Tonio Fenu, imprenditore iglesiente responsabile per la ditta Gu.Mar. Ispection che aveva subappaltato il lavoro di carico e scarico delle merci dal porto industriale al capannone di via Atene nella zona Industriale.
A entrambi vengono contestate violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro, evidenziate dalle indagini dagli ispettori dello Spresal e dagli agenti della polizia giudiziaria. Sebbene, probabilmente il trasportatore avesse tenuto sollevato il rimorchio del suo camion dopo aver scaricato la merce nel capannone, per chi ha svolto gli accertamenti l’errore non sarebbe all’origine dell’incidente. Quella struttura, secondo le accuse, non doveva essere utilizzata da determinati tipi di automezzi perché inadatti alla manovra in quegli spazi ritenuti troppo angusti.
Sono accuse pesanti che ovviamente possono avere delle ripercussioni notevoli anche nel campo del risarcimento dei danni; accuse dalle quali i due imputati potranno iniziare a difendersi nell’udienza del 4 luglio quella fissata per decidere, di fronte al giudice Silvia Palmas se rinviare a giudizio Gastone Fabbri, difeso dall’avvocato Antonio Leoni, e Tonio Fenu, difeso dall’avvocato Raffaele Miscali.
Sono gli inevitabili passaggi che rendono quasi cinico anche il resoconto della tragedia che, negli atti del tribunale, somiglia a una questione tecnica. Si parla di omicidio colposo per il reato da contestare, di asfissia meccanica da schiacciamento come causa della morte. Ben più che dettagli di una morte assurda, arrivata in un pomeriggio di ottobre dell’anno scorso, quando il turno stava ormai per terminare e l’ennesimo viaggio con trasporto doveva essere anche quello che chiudeva una giornata passata alla guida di quell’amico camion che segnava lo scandire del tempo di un lavoratore.
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